Yuri Esposito

Regia di Alessio Fava

Voto della redazione

5738-Yuri_Esposito_8La Biennale College è un laboratorio di alta formazione aperto a giovani filmmakers per la produzione di film a basso costo, in partnership con Gucci che ha visto maturare i suoi primi frutti proprio alla 70esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. La giuria incaricata ha selezionato tre opere su una rosa di oltre 400 proposte pervenute, a loro volta snellite fino a 15, a cui ha assegnato un budget di 150.000 € per la realizzazione del lungometraggio.

Uno dei tre film vincitori è stato Yuri Esposito del regista Alessio Fava, al suo primo lungometraggio, che è riuscito ad emozionare il pubblico della kermesse veneziana.

La storia che il regista ci racconta può essere definita come una favola contemporanea: Yuri (Matteo Lanfranchi) è un uomo di quarant’anni che sin dalla nascita è affetto da una rara patologia, la quale costringe il suo corpo a muoversi ad un quinto della velocità normale. Sin dall’infanzia (che viene mostrata in flashback simulati in Super8) è costretto a muoversi e a parlare ad un ritmo diverso da tutti gli altri; è un uomo in perenne movimento rallentato.5732-Yuri_Esposito_5 Per mantenere il suo equilibrio, s’inietta quotidianamente un vaccino anti-polio, senza il quale il suo corpo andrebbe verso un lento ed inesorabile processo di stasi. Yuri può far tutto ciò che fa un uomo normale, ma ad una cadenza diversa. Conduce una vita normale, ha un lavoro come restauratore di dipinti religiosi, pratica l’apnea statica ed è sposato con Lucia (Beatrice Cevolani), che lo ama e lo accetta così com’è.

Quando la moglie gli comunica l’arrivo del loro primo figlio, dunque con la prospettiva di diventare padre, Yuri crede di non essere abbastanza “veloce” per prendersi cura di lui in un mondo che si muove ad altri ritmi, più frenetici dei suoi. Per questo motivo l’uomo decide di provare una cura sperimentale che lo riporti alla giusta velocità; purtroppo, questo romperà tutti gli equilibri esistenti confondendo la sua vita e il suo animo.

Alessio Fava ci racconta la ricerca di una normalità che si confonde, ad indicarci forse come i tempi frenetici della società odierna vengano spesso caricati di un esubero di valori. Con inquadrature che ci aiutano ad interpretare a fondo il disagio che vive il protagonista, non tanto verso se stesso quanto verso il mondo che lo circonda; con una prova attoriale di Lanfranchi eccezionale, che riesce ad entrare in perfetta sintonia con l’universo di Yuri, accompagniamo il cammino del protagonista tra l’acqua e lo spazio dei sogni di bambino, dove la velocità non conta e siamo tutti uguali. 5726-Yuri_Esposito_2La diffusa presenza dei liquidi, del concetto del fluire, è la democratica accettazione di sé che sembra prima sparire con l’alluvione dei vaccini, per poi ricomparire e riaffermarsi proprio nella lentezza melliflua dell’ambiente acquatico.

Mentre i critici americani parlano già di prospettive commerciali per Yuri Esposito, gli Italiani non hanno ancora alzato la mano, ovvero nessun distributore ne ha proposto il release. Sintomo di una stanchezza cieca che tarda a recuperare lucidità.

L’intervista con il regista Alessio Fava e il protagonista Matteo Lanfranchi a questo link.

Scritto da Claudio Testi

"il cinema è la vita con le parti noiose tagliate" Alfred Hitchcock. Appassionato di cinema a tutto tondo da sempre; quando ne ha l’opportunità lavora e collabora a progetti che riguardano il cinema indipendente e non.

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