Vittima Degli Eventi

Regia di Claudio Di Biagio e Luca Vecchi

Voto della redazione

Credevano fosse uno scherzo. Mentre erano in procinto di girare Vittima Degli Eventi – il fan movie no profit su Dylan Dog – Claudio Di Biagio e Luca Vecchi, rispettivamente regista e sceneggiatore del film, cestinarono la mail ricevuta da Tiziano Sclavi, il poliedrico scrittore di innumerevoli opere fra fumetti e romanzi gialli nonché creatore del noto investigatore dell’occulto, il quale, avendo sentito parlare del loro ambizioso progetto, aveva accolto con curiosità la notizia decidendo di contattarli.

Ma procediamo per gradi.

Dylan Dog Vittima Degli EventiI due videomaker hanno ottenuto il loro primo impatto con il pubblico della rete all’interno di quell’incredibile fucina di idee e personaggi che rappresenta il variegato mondo di Youtube, dal quale proviene anche buona parte del team che sviluppa il film: Di Biagio con le parodie del suo canale NonApriteQuestoTubo e con le due stagioni dell’acclamata webserie Freaks!; Vecchi con i ragazzi dei The Pills e la loro sketch-comedy; Cane Secco (al secolo Matteo Bruno) con i video varietà, qui nelle vesti di direttore della fotografia; Valerio Di Benedetto, un attore che ha preso parte a diversi corti online e che un anno fa è stato primo attore della pellicola rivelazione Spaghetti Story, interpreta il nostro protagonista bonelliano; ed infine i The Jackal, i famosi youtuber partenopei autori di innumerevoli progetti degni di nota, dei quali ricordiamo Lost in Google ed il recente Gli effetti di Gomorra- la serie sulla gente, coinvolti nell’ambito della distribuzione.

Tale palcoscenico digitale ha permesso loro di sperimentare e prendere confidenza con le peculiarità del mezzo cinematografico, sia da un lato che dall’altro della macchina da presa, creando al contempo un numero nutrito di seguaci virtuali pronti a supportarli nelle loro iniziative. Ed è proprio da qui che nasce il progetto di crowdfunding, una raccolta fondi organizzata presso il sito di Indiegogo grazie alla quale è stato possibile raccogliere gli oltre 30 mila euro necessari a determinare il budget.

vittima-degli-eventi-recensioneNel prologo vediamo Adele ed il fratello che, durante una passeggiata notturna nei pressi di Castel Sant’Angelo, s’imbattono in una misteriosa ed inquietante donna dal volto tumefatto; quest’ultima, staccatosi di netto il capo, lo consegna nelle mani della giovane. Finiti entrambi in ospedale, al fratello vengono diagnosticati degli attacchi epilettici, mentre i referti medici di Adele tacciono eventuali episodi allucinatori. Ma il macabro evento paranormale sconvolge profondamente la ragazza, al punto da continuare a tormentarla tramite dei ricorrenti incubi notturni. Parallelamente, un Dylan fuori forma ed infiacchito da un’astinenza lavorativa che perdura oramai da sette lunghi mesi è spinto finanche a dubitare circa il proseguo della sua attività investigativa. Ma la storia della ragazza, che decide di rivolgersi all’indagatore dell’incubo, è così lugubre e misteriosa da spingerlo ad entusiasmarsene e ad accettare così il caso.

L’adattamento cinematografico di un romanzo o di un fumetto implica sempre, da parte degli autori, delle prese di posizione a livello di scrittura, forma e messinscena, scelte stilistiche ben precise che possono scorrere più o meno parallele al prodotto originale oppure prenderne drasticamente le distanze. In questa circostanza la grande differenza che si riscontra con il fumetto è individuabile nel drastico cambio d’ambientazione: non vi è più, quindi, quella Londra grigia dal profilo gotico che sul formato cartaceo ospitava i casi impossibili del nostro detective, residente presso il civico sette di Craven Road (l’omaggio di Sclavi ad un certo regista di nome Wes). Quella proposta da Di Biagio e Vecchi è invece una Roma notturna dai contorni sinuosi e suggestivi: i vicoli, gli scorci e i dettagli degli angeli marmorei, illuminati dal candido pallore della luna piena dipinta sullo sfondo, non fanno rimpiangere lo scenario anglosassone.

dylan_dog4Le atmosfere capitoline non escludono tuttavia la presenza di un altro grande personaggio legato a Scotland Yard, ovvero l’ispettore Bloch, interpretato da Alessandro Haber, il quale non risparmia alla sua controparte cinematografica la solita battuta sul povero Jenkins mandato a dirigere il traffico. Restando ancora nell’ambito dei comprimari, non poteva ovviamente mancare il mitico Groucho, l’esilarante e bizzarro aiutante del nostro Old Boy, portato in scena egregiamente dallo stesso Vecchi su cui calzano alla perfezione i panni della spalla comica.

La cura maniacale della scenografia sorprende e cattura l’occhio più arguto: fra gli elementi scenici più evidenti vi sono certamente il maggiolone bianco targato “DYD 666”, il clarinetto, il modellino in legno del galeone, perennemente incompleto; ed ancora, il campanello urlante, la storica pistola e gli interni del misterioso negozio d’oggettistica antica Safarà, gestito dall’inquietante bottegaio Hamlin (Massimo Bonetti). I dettagli si fanno notare ed ammirare, andando ad impreziosire ancor più il valore filmico: teschi, mappamondi, quadri, specchi, libri antichi e polverosi, come anche i costumi curati da Federica Scipioni, immortalati da una fotografia impeccabile che riesce a cogliere per ogni frangente l’essenza emozionale consona, convogliandone le frastagliate sfaccettature verso la completezza del racconto filmico.

Dylan DogLa regia, fresca e dinamica, mescola sapientemente i vari tasselli filmici finora elencati con una sceneggiatura efficace che, proponendo una perfetta alternanza di momenti ritmici serrati a deliziosi siparietti umoristici, mantiene elevato e costante il coinvolgimento emotivo dello spettatore. Soggettive, carrellate, primi piani e prospettive insolite palesano come osare e convincere, con esempi quali la sequenza della seduta spiritica presso l’abitazione di Madame Trelkovski (Milena Vukotic) – complici anche gli incredibili effetti visivi a cura di Luca Della Grotta – e quella di Dylan sotto gli effetti allucinatori dell’Erba del Diavolo. Le composizioni a cura di Helio Di Nardo e Francesco Catitti si avvalgono di musiche, suoni e rumori volti a scandire le sequenze, realizzando una colonna sonora suggestiva da cui emerge il ricorrente motivo composto al pianoforte.

B1jJCyPCUAAwzUHLa pellicola, poi, abbonda di citazioni in riferimento al fumetto: tanti piccoli omaggi, dalle battute alle inquadrature, che faranno contenti i fan di vecchia data; una fra tutte, il finale d’impatto che richiama il volume 41, “Golconda!”. Chiudono in bellezza gli splendidi titoli di coda realizzati da Mario Baluci, in cui una delicata melodia firmata Velvet edulcora la lenta successione dei freeze frame della pellicola.

Vittima Degli Eventi eccelle, diverte e conquista, e rappresenta certamente una di quelle ventate d’aria fresca che giungono al nostro cinema solo di rado, mentre al contempo rigira con amarezza il coltello nella piaga di un sistema sbadato, quello filmico italiano, che continua a rovistare solo nel suo polveroso ombelico scimmiottando i fasti di una commedia, quella tanto brillante quanto amara, che oggi appare così irraggiungibile. E se solo dessero uno sguardo attorno, forse, proprio Dylan Dog potrebbe aiutarli a scacciare, una volta per tutte, gli inquieti fantasmi del passato.

Scritto da Andrea Epifani

"ci vuole un giusto equilibrio tra l’essere creativo e “funzionare” bene socialmente. Troppa creatività e non si è integrati bene in un contesto sociale. Ribaltando l’equilibrio si perde in creatività. Ma tutte le persone realmente ispirate che conosco sembrano in un certo senso un po’ matti. Ma è un piacere averle intorno." BRIAN MICHAEL BENDIS

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