Via Castellana Bandiera

Regia di Emma Dante

Voto della redazione

5686-Via_Castellana_Bandiera_4Reduce da un percorso teatrale ricchissimo, Emma Dante approda al buio della sala cinematografica con un film di cui ha curato prima il libro e poi il riadattamento cinematografico con Giorgio Vasta e Licia Eminenti. Madre di un suo rigoroso metodo di lavoro, ha portato la sua eclettica capacità anche nell’immagine in movimento, mescolando attori della sua compagnia Sud Costa Occidentale con cittadini palermitani dai talenti nascosti.

Via Castellana Bandiera è una cocciuta vicenda che si dipana principalmente tra due donne, di origine completamente diversa, e all’interno del microcosmo dell’omonima claustrofobica strada di quartiere. Tutto nasce da un senso di marcia conflittuale a causa del quale la famiglia Calafiore in un’auto e Rosa e Clara nell’altra, si trovano bloccate cofano contro cofano senza che nessuna delle due autiste, l’anziana nonna Samira e Rosa (Emma Dante stessa), ceda il passo all’altra. Un po’ per questioni d’onore, un po’ come sfogo ad un momento difficile, l’iniziale gioco dispettoso scivola via via sempre più in basso.

Il film cerca di essere da una parte un omaggio a Palermo, dall’altra una riflessione sulla caparbietà intestina di queste donne che celebrano la veemenza meridionale. Purtroppo, diversi sono gli stereotipi che non lasciano scampo a questo sud talvolta efferato, e così ci scappa la rissa, l’accoltellamento-abbottigliamento, offese multicolore e il finale tutt’altro che lieto.

5684-Via_Castellana_Bandiera_3Tuttavia, seppure questo dialogo ogni tanto risulti un po’ ridondante, la riflessione che la Dante ha voluto portare avanti sulla chiusura mentale autoindotta e sull’incapacità di accettare il prossimo è ben rappresentata dagli scambi di sguardi e di comunicazione non verbale che intercorrono tra le due rivali. In particolare, punta di diamante dell’intero film è l’interpretazione di Elena Cotta nel ruolo di questa anziana donna, che si sente inadeguata nella casa che la ospita e la cui unica premura è rappresentata dal nipote. Interpretato da Dario Casarolo, il nipote è l’unica anima pura in mezzo alla follia degli abitanti di Castellana Bandiera, tipi simpatici quanto strambi soggetti che non vorresti mai incontrare.

Non bisogna stupirsi se improvvisamente notiamo che la strada si è allargata magicamente: non è un errore di continuità, ma la scelta registica che riafferma come anche di fronte allo spazio, la mente di quelle persone rimane avvinghiata alla propria posizione e le auto ferme immobili al centro della via. La libertà, come la serenità, in fondo, sono questioni mentali.

Scritto da Rita Andreetti

Scrivo di cinema indipendente da quando ho iniziato a vederne. La mia passione per l'immagine in movimento movimenta anche le mie idee e la necessità di condividerle. Questo progetto di editoria indipendente e per gli indipendenti, nasce dalla volontà di evidenziare lo spessore professionale di quei giovani autori che ce la mettono tutta. E' grazie a loro che continua ad esistere un calderone di idee ribollente e produttivo. Io sto dalla loro parte.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *