Una follia effimera

Regia di Andrea Paco Mariani

Voto della redazione

Si continua a parlare della ricerca di spazi per creare socialità attraverso la creatività. Forse che ci sia accorti che il panorama dei “fenomeni social” ad uso e consumo della generazione Y non basti più?

Una Follia Effimera - [OFFICIAL TRAILER]Un documentario di pochi anni fa, nato dall’esperienza dei giovani videomaker della casa di produzione indipendente SMK Videofactory, ricorda a chi ha vissuto Bologna, o ci è capitato di passaggio, in oltre dieci anni, di un evento curioso che riusciva a catalizzare le energie degli abitanti in un lungo e festoso pomeriggio di inizio estate. Un evento carnevalesco che riempiva le strade al suo passaggio, un assemble di danzatori, maschere, carri, giocolieri, artisti improvvisati e non, riuniti come da una spontanea ed improvvisa ventata di collettività.

L’effetto goliardico transitorio della Par Tòt Parata è ben noto, ma quello che sfugge ai più, e che il documentario diretto da Andrea Paco Mariani mette in luce, è tutto ciò che avviene prima della manifestazione. E dunque quasi l’intero anno di preaparazione che l’Associazione Oltre…, in collaborazione con altre realtà, si trova a creare dal nulla un enorme laboratorio artistico basato sulla performance collettiva. Sessanta laboratori all’insegna della gratuità, provvidenziali per quanti da persone impegnate quotidianamente in ben altre attività si scoprono talenti. Arte del reciclo e improvvisazione teatrale vanno a braccetto per portare avanti quella che ormai gareggia con molte altre parate di strada in tutta Europa.

PartotMa che senso ha un documentario se non si solleva un problema? Ed ecco che si torna a parlare di spazi per la cultura e riqualifica della città. Che posto potrebbe avere tale manifestazione alla luce del suo impatto sulla comunità? Per ora si lotta ancora per la sopravvivenza: l’assenza di una location stabile dove allestire laboratori e cantieri per i carri fa minacciosamente risuonare ogni anno come l’ultimo.

Finanziato dal basso come la Parata stessa, il documentario è stato reso possibile grazie ad una campagna di crowdfunding sul sito di Produzioni dal Basso, e risulta dunque una coproduzione collettiva, che, beneficiando della Licenza Creative Commons 3.0, può essere liberamente diffondibile.

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Scritto da Michela Resta

"Uno che faceva un censimento una volta tentò di interrogarmi: mi mangiai il suo fegato con un bel piatto di fave e un buon Chianti... "

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