Un Buco Nel Cielo

Regia di Alex Lora ed Antonio Tibaldi

Voto della redazione

L’occidente non è mai stato così lontano come in Somalia. Si respira aria di cambiamento, nel villaggio della giovane Alifa, la narratrice del documentario intitolato Un buco del cielo, diretto da Alex Lora ed Antonio Tibaldi e prodotto in collaborazione con No Permits Produktions ed Inicia Films.

Un buco nel cieloLa cultura locale, intrisa di tradizioni e credenze popolari, viene raccontata attraverso le parole della protagonista, una pastorella rimasta orfana di madre; in soli dieci minuti la pellicola è in grado di fornire allo spettatore un’ampia gamma d’informazioni riguardanti la cultura somala, esaminando una moltitudine di aspetti che vanno dall’organizzazione sociale basata sul sistema delle tribù fino all’allevamento nomade e la produzione agricola, ovvero le basi dell’economia locale.

Le carrellate alternano il racconto d’un territorio arido – modellato in prevalenza su altopiani e pianure, eroso da periodici venti monsonici e piogge improvvise – a quello delle città, dove le innumerevoli baracche ospitanti i mercati agroalimentari compongono come tasselli il caotico quadro degli agglomerati urbani.

Le numerose scene di lavoro quotidiano, caratterizzate dalle attività di raccolto e di pastorizia, trasmettono bruscamente la dura realtà della sopravvivenza giornaliera che, come dimostra l’operato di Alifa, entra precocemente a far parte della vita dei membri della comunità.

Un buco nel cielo 2La narrazione, scandita dall’alta qualità delle immagini, si dedica inoltre all’approfondimento delle leggende tramandate dai nativi, soffermandosi in particolare nella descrizione del mito del “Godka Cirka”, lo squarcio celeste creato all’inizio dei tempi da Allah per dare origine alla vita sulla terra, creando così il portale conduttore verso la dimensione ultraterrena.

L’intenso viaggio proposto dal documentario si concluderà allora all’interno di una buia capanna di paglia dove la piccola interprete, conscia della sua forte spiritualità e del volere divino, si dirigerà inesorabilmente verso il triste destino che attende, come lei, migliaia di adolescenti sue conterranee: l’atroce dramma dell’infibulazione.

Scritto da Andrea Epifani

"ci vuole un giusto equilibrio tra l’essere creativo e “funzionare” bene socialmente. Troppa creatività e non si è integrati bene in un contesto sociale. Ribaltando l’equilibrio si perde in creatività. Ma tutte le persone realmente ispirate che conosco sembrano in un certo senso un po’ matti. Ma è un piacere averle intorno." BRIAN MICHAEL BENDIS

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