Tomorrow’s Land

Regia di Andrea "Paco" Mariani e Nicola Zambelli

Voto della redazione

Due giovani registi bresciani, Andrea “Paco” Mariani e Nicola Zambelli, con i pochi mezzi e le scarse risorse dell’autoproduzione realizzano un documentario di robusto impianto narrativo, illlustrando le condizioni di vita di un villaggio palestinese circondato dagli insediamenti israeliani.

Tomorrow’s Land è il titolo del lungometraggio, realizzato coinvolgendo realtà associative di Bologna e Brescia e soprattutto i volontari di Operazione Colomba, che sul luogo operano per il rispetto dei diritti umani e civili. In particolare, il focus è concentrato sul paese di At-tuwani, in Cisgiordania, di cui viene restituita la difficile quotidianità, l’impossibilità di assicurare anche ai più piccoli la piena incolumità: da questo punto di vista le due immagini più forti del documentario sono quella in cui un soldato indirizza la propria arma verso un bambino che fugge, sottolineata da un fermo fotogramma, e quella della processione dei bambini che per raggiungere la scuola devono essere scortati da un blindato dell’esercito, ripresa dall’alto a schiacciare i piccoli discenti.

Il merito del documentario di Mariani e Zambelli è infatti proprio quello di ricordarci che spesso le vittime dei conflitti sono i più indifesi, quelli che sfuggono all’attenzione dell’opinione pubblica, a meno che qualcuno non decida di porli in cima all’agenda dell’informazione. Sono vittime invisibili, perchè nessuno si preoccupa di dargli un nome e un volto, sono gli “effetti collaterali” di guerre che si decidono altrove e in nome di altri interessi, che non quelli della pace.
Che sia possibile una forma di risoluzione dei conflitti, ricorrendo alle “armi” della pace, è un po’ il tema di fondo di Tomorrow’s Land, che sul piano visivo intesse interviste “posate” con riprese “sporcate” dalla prossimità con gli eventi, con l’intento di offrire anche una sorta di immagine in diretta, non filtrata, priva di messa in scena, e perciò stesso di ancora più efficace impatto, anche emotivo. Il tutto nella convinzione che nella società dell’immagine solo ciò che è documentato esiste, mentre il resto è facilmente manipolabile.

Ma il documentario di Mariani e Zambelli, come scrivevamo in apertura, ha anche una costruzione narrativa, con un finale che si riallaccia all’incipit, una tesi forte da sostenere e una colonna sonora che ricorre a materiale extra-diegetico, come le coinvolgenti musiche dei Radiodervish.

banner_distribuzioni_dal_basso

1 Comment

  1. Pingback: Distribuzioni dal Basso e la nuova collaborazione con IDC - Indipendenti dal Cinema

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *