Striplife – Gaza in a day

Regia di Nicola Grignani, Alberto Mussolini, Luca Scaffidi, Valeria Testagrossa e Andrea Zambelli

Voto della redazione

LOCANDINA STRIPLIFENon lo si può che definire un film corale, nell’impianto narrativo che coinvolge otto personaggi, ma soprattutto nel progetto realizzativo, poiché la firma è di cinque registi: Nicola Grignani, Alberto Mussolini, Luca Scaffidi, Valeria Testagrossa e Andrea Zambelli.

Vincitore del Premio Speciale della Giuria al Torino Film Festival nel 2013, Striplife – Gaza in a day è un ritratto di un territorio sotto assedio che malgrado la presenza di una pesantezza diffusa trasmessa dai buchi di proiettile, dalle macerie, dai tonfi sordi degli spari in lontananza, è una terra di uomini che vogliono vivere. Ed è proprio questa vita, schiacciante nella sua stonata semplicità, che i registi hanno voluto rappresentare, lavorando talvolta anche a contatto con videomakers di Gaza. “Non un film su Gaza ma un film con Gaza” è la bellissima definizione che ne danno, dal momento che ciò che viene svelata è la routine di questi abitanti: c’è la musica nella vita di un rapper militante; c’è il giornalismo della bella Noor; il campo, nella buffer zone, del contadino che non ha mai certezze sul raccolto, sebbene la terra sia feconda; ci sono le fotografie a cui Moemen ha votato una parte della sua vita e del suo corpo, ma che continuano ad essere motivo di resistenza; e ci sono le bestie, e quegli lavori che la guerra ha distorto fino alla follia.

Striplife1Questa atmosfera dell’assurdo degna di un idillio felliniano, assembla questo spettro di serena normalità all’assedio storpio che caratterizza quelle zone. In linea con questa vertigine semantica, il documentario si apre con un inverosimile ammaraggio di un banco di mante, manna regalata da dio, non importa chi esso sia. E da lì si snoda, dall’alba al tramonto, in un pedinamento silenzioso quanto coinvolgente: malgrado il consapevole approccio con cui l’obiettivo si mantiene a distanza, pare nessun’altra narrazione ci avrebbe permesso di arrivare a comprendere così umanamente questa realtà remota, così tanto, troppo, chiacchierata.

Montato egregiamente da Luca Gasparini, Striplife vale un tuffo estemporaneo nelle spiagge che si affacciano su quel lembo di Mediterraneo, torturato da una inspiegabile rivalità addensata nel sangue di questa gente e cristallizzata nella salsedine di quelle acque. Uno stadio di comprensione che non ci sarà mai dato dalle scene sensazionalistiche propinateci dalla televisione dell’assedio mediatico.

Scritto da Rita Andreetti

Scrivo di cinema indipendente da quando ho iniziato a vederne. La mia passione per l'immagine in movimento movimenta anche le mie idee e la necessità di condividerle. Questo progetto di editoria indipendente e per gli indipendenti, nasce dalla volontà di evidenziare lo spessore professionale di quei giovani autori che ce la mettono tutta. E' grazie a loro che continua ad esistere un calderone di idee ribollente e produttivo. Io sto dalla loro parte.

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