Specchi Riflessi

Regia di Vincenzo Caiazzo

Voto della redazione

Schermata 03-2456368 alle 13.55.23Si è da poco conclusa l’edizione 2013 del festival “Visioni Italiane” che dal ‘94 premia e fa da vetrina ai migliori corti e mediometraggi nostrani. Specchi Riflessi porta a casa il Premio Arci Bologna, conferito ai film che trattano tematiche legate all’esclusione sociale, alle migrazioni, al diritto di cittadinanza.

Il mediometraggio di Vincenzo Caiazzo racconta la storia di Lubo, un immigrato ucraino che per guadagnarsi da vivere lavora in un autolavaggio in provincia di Napoli, dove è stato preso in prova assieme a suo fratello. Lubo in patria era un attore e sogna di poter continuare l’attività in Italia; nel tempo libero studia il monologo di Shylock ma il suo italiano è ancora stentato.
La narrazione procede quindi ad intrecciare la vicenda del protagonista, che deve sostenere un provino, con quella dei ragazzi napoletani impiegati nell’autolavaggio – che si scopriranno essere rapinatori -, e quella della moglie del padrone dell’autolavaggio, che passa le giornate giocando a carte e discutendo con le amiche del più e del meno. Il corto cerca così di descrivere una realtà immobile e precaria, una ragnatela di storie e personaggi che cercano o sognano una via di uscita. Forse Specchi Riflessi pecca proprio nel tentativo di raccontare troppo, cercando di dare una struttura e una drammaturgia “forte” ad un tipo di racconto realista, che dovrebbe invece provare a negarla.

Girato in un vero autolavaggio e con attori per la gran parte non professionisti, il corto salta subito all’occhio per alcune scelte stilistiche Schermata 03-2456368 alle 13.57.42estreme. Visivamente è spoglio, manca del tutto la cura per l’aspetto fotografico e c’è un uso di una camera a mano un po’ maldestro al quale il pubblico è disabituato. Anche nei documentari oramai si fa uso di riprese più “pulite”. Più che al reportage, infatti, Specchi Riflessi può assomigliare, esteticamente, ad un filmato amatoriale.
Inevitabilmente, quindi, i momenti maggiormente “scritti” vanno a cozzare con l’aspetto spoglio, entrano in contrasto con la sensazione di “realtà colta sul fatto” che lo stile visivo suggerirebbe.

E’ nelle riprese più sospese e statiche che il film dà il meglio di sé, quando la narrazione resta ferma e i personaggi sono liberi di giocare e di mostrare sé stessi. E’ allora che la pratica improvvisativa regala momenti notevoli, come quando il ragazzo dell’autolavaggio cerca di insegnare la parola “ricchione” al suo amico ucraino. Come spesso succede, anche qui gli attori non professionisti funzionano meglio quando recitano in dialetto, in totale libertà di movimento. E per questo Specchi Riflessi riesce, purtroppo, solo a metà.
Al contrario si è dimostrata azzeccata la scelta dell’attore Domenico Balsamo che dà un’ottima prova nei panni del protagonista. La sua mimetizzazione tra i “colleghi” immigrati appare davvero convincente, almeno per chi non è esperto di accenti dell’Est Europa.

Scritto da Stefano Lalla

Mi chiamo Stefano e sono nato a Pescara nel lontano '88. A Bologna mi sono laureato (due volte) e ho piantato le tende. Mi piace scrivere dei film che vedo, che siano indipendenti o no. Mi piace cercare i talenti in rete, analizzare i pregi e le debolezze dei giovani filmmaker, ragionarci su in maniera costruttiva.

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