Spazzatour

Regia di Emilio Casalini

Voto della redazione

Già finalista nella sezione “Miglior Reportage Italiano Breve” del premio giornalistico televisivo “Ilaria Alpi” edizione 2012, Spazzatour di Emilio Casalini, giornalista e documentarista, sbaraglia la concorrenza anche a Visioni Italiane. Presentato come servizio tv in una puntata del programma Rai “Report”, in questo cortometraggio è il linguaggio giornalistico a farla da padrone, proponendo un’inchiesta sulla prassi dello scambio di rifiuti tra Italia e Cina, un reportage dai toni crudi che mescola politica ed attualità.

download (2)Un viaggio illegale è al centro della narrazione: quello dei rifiuti plastici che vengono destinati al mercato cinese in un raccolta quanto mai indifferenziata e dalle conseguenze nocive. Vittime di questo raggiro ancora una volta sono i cittadini italiani che, dopo aver pagato regolarmente per smaltire i propri rifiuti a causa del contributo all’origine che pesa sui produttori nazionali, li vedono ritornare sotto forma di giocattoli e prodotti a bassissimo costo (tutti rigorosamente Made in China) sugli scaffali dei propri negozi e nelle proprie strade. Fino a che l’ennesimo allarme sequestro di prodotti contaminati con sostanze tossiche non desta l’opinione pubblica.

Produttore di prodotti altamente tossici per il mercato internazionale, la Cina riserva manodopera e corruzione (le leggi che  regolano l’importazione dei rifiuti pare siano molto severe ma di dubbia attuazione) al servizio di industriali italiani, consapevolmente e non, poco attenti a capire dove vanno a finire le scorie da loro prodotte. Queste infatti spariscono prima di essere lavorate e in tempo utile perché qualcuno si chieda quale è stato il loro destino, in barba al sistema di tracciabilità dei rifiuti voluto dal Ministero dell’Ambiente.

download (3)Il reportage di Casalini lascia a bocca aperta per l’approfondimento dell’indagine: le immagine non nascondono nulla e parlano più dei commenti della voce over del giornalista, non c’è grande centro di riciclo privato (quindi privo di costi per lo stato cinese) o garage adibiti a discarica abusiva di rifiuti elettronici o scarti di materiale ospedaliero, di cui la videocamera non sia potuta essere testimone. Comprata clandestinamente come futura materia prima e in mano a migliaia di lavoratori sfruttati ed ignari delle basilari misure protettive, la trasformazione del polietilene (materiale intriso di fitofarmaci e fertilizzanti, di cui sono fatti i teli per l’agricoltura) diviene protagonista di un’appassionante ed amara epopea del riciclo, in cui chi risparmia sui rifiuti riserva alle popolazioni di più di un Paese contaminazioni di piombo e inquinamento delle falde acquifere: un esperimento di sci-fiction dai risultati catastrofici e purtroppo reale.

Nonostante l’interessante argomento e l’abilità di destare l’attenzione dello spettatore grazie ad un linguaggio televisivo e coerente, pecca di godere di quei vantaggi e limiti che hanno fatto la storia del videogiornalismo italiano e che, però, lo distanziano dal cinema documentario di carattere sociale.

L‘efficacia del racconto e le contraddizioni messe a nudo nell‘ironico gioco del mercato globale convincono a pieno la giuria degli studenti del progetto “Ambiente si laurea” della Regione Emilia Romagna in collaborazione con il Centro Antartide riserva a Spazzatour il primo premio nella categoria “Visioni ambientali” .

Scritto da Michela Resta

"Uno che faceva un censimento una volta tentò di interrogarmi: mi mangiai il suo fegato con un bel piatto di fave e un buon Chianti... "

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