Spaghetti Story

Regia di Ciro De Caro

Voto della redazione

Spaghetti-StoryIl successo di questo film distribuito da Distribuzione Indipendente dimostra che anche piccoli film realizzati con budget ridottissimi, in questo caso solo 15 mila euro, possono raggiungere livelli di consenso di prima grandezza.

E’ la storia di un gruppo di ragazzi che, in modi diversi, affrontano la sfida di una vita precaria. C’è quello più trasgressivo che fa il pusher e pensa che sia un lavoro più che dignitoso, c’è quello che aspira a diventare attore ma non può permettersi di pensare ad un futuro con la sua compagna che desidera un figlio e chi sbarca il lunario con un lavoro “normale” ma sogna la celebrità in un programma televisivo di cucina. Se tutti sono a corto di soldi e di reali chance di avanzamento sociale, quello di cui non difettano è una grande dose di umanità che li porterà a salvare una ragazza cinese, vittima del racket della prostituzione, anche rinunciando a qualche sogno sgangherato e rischiando il poco che hanno (oltre che la pelle).

La pellicola scorre via piacevolmente tra scene divertenti, trascinata dalla forza empatica dei personaggi che non fanno pesare alcuni piccoli difetti tecnici, come l’abuso del gioco dei fuochi (tipico di alcuni gialli francesi) e non fanno scorgere affatto la carenza di mezzi economici.

Tuttavia è ineludibile una considerazione sulla sceneggiatura che richiama troppo da vicino le vicende delle commedie anni ’50 che sulla scia di Poveri ma belli (1957) di Dino Risi raccontavano di una gioventù alle prese con le difficoltà economiche di una paese che ancora non aveva conosciuto il pieno boom economico e si arrabattava come poteva, sfruttando le proprie doti caratteriali. I dubbi maggiori sorgono sull’epilogo, ennesimo richiamo al mito di “italiani brava gente” che, pur concedendogli un fondo di verità, è del tutto sproporzionato rispetto all’attuale condizione storica del paese che vede il suo popolo indaffarato molto più nella lotta per la sopravvivenza quotidiana piuttosto che in qualche gesto di reale solidarietà. spaghetti-story-3Le ultime generazioni italiane sono state condannate ad un presente e ad un futuro di miseria ed incertezza a causa di un élite che ha massimizzato i profitti a danno del lavoro, scardinando le tutele sociali, intese solo come costi. Il ruolo dei giovani cineasti, in specie quelli indipendenti, dovrebbe essere quello di esprimere un pensiero critico e antagonista verso questo status piuttosto che imbastire simpatiche commedie sull’arte del tirare a campare italico, che poteva apparire virtuoso ed empatico in epoche di grandi disastri da cui il paese provava ad uscire con coraggio e sacrificio, ma che suona imbelle e irresponsabile nel momento in cui s’avanza a grandi passi verso il baratro economico e sociale.

C’è da augurarsi che la lezione che scaturisce da questo film venga raccolta ed utilizzata per rilanciare una nuova onda di cinema indipendente, dai budget bassi ma dalle ambizioni il più possibile alte.

Scritto da Pasquale D'Aiello

Lavora come regista per la RAI, collabora con diverse testate di critica cinematografica.

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