Soldi Facili

Regia di I Rognosi

Voto della redazione

Schermata 2015-01-31 alle 14.17.39Gli youtuber, italiani e non, soffrono di una malattia gravissima: l’autoreferenzialità. Non resistono mai alla tentazione di parlare di se stessi, degli altri youtuber, della propria sfiga esistenziale e di quella cultura nerd che unisce il popolo della rete sotto un’unica bandiera. Provo a trarre un paio di conclusioni partendo da questo assunto. Uno: l’autoreferenziale funziona se fatto con la giusta ironia, se è celebrativo, diventa patetico. Due: uno youtuber che racconta la propria esperienza è autoreferenziale ma, allo stesso tempo, universale perché oggi abbiamo tutti provato almeno una volta a pubblicare dei contenuti in rete o, perlomeno, abbiamo immaginato di farlo. Il mito del contenuto “virale” è particolarmente interessante per le sue qualità magiche e divinatorie: nessuno sa di preciso come nasce un contenuto virale ma tutti provano a crearne uno ripetendo formule già viste perché, in caso di successo, il guadagno sarà sproporzionato rispetto all’investimento iniziale. Il virale è il nuovo investimento in borsa, è l’uovo di colombo che ci promette la fama immediata, è il mito dei soldi facili.

Schermata 2015-01-31 alle 14.18.48Questo può aiutarci a spiegare il successo (almeno numerico) della webserie firmata da I Rognosi che s’intitola, appunto, Soldi facili. Essa racconta la storia strampalata, ma stranamente realistica, di un duo di youtuber che muove i primi passi nel mondo del videomaking. Lo sfondo è quello, ormai obbligatorio, della disoccupazione giovanile (ma Nicola e Mario non sono più tanto giovani) che costringe i protagonisti ad arrangiarsi per pagare l’affitto. Soldi facili azzecca diversi elementi ricorrenti nell’esperienza dello youtuber  medio e ha il sapore della storia autobiografica. È un prodotto personale ma allo stesso tempo tutti vi si possono rispecchiare, almeno in parte, e riesce anche a fornire delle informazioni veritiere sui meccanismi di youtube, senza nulla togliere alla parte comica. In particolare, è la sequenza degli eventi che sembra azzeccata. I nostri eroi sperimenteranno nel seguente ordine: il video di bassa qualità che fa un milione di visite per via del titolo fuorviante, il tutorial inutile, la candid camera, il video pieno di figa, il video complottista, inoltre tenteranno di procurarsi un’attrezzatura semi professionale spendendo poco e cercheranno una partnership per guadagnare soldi dalle proprie visualizzazioni. È inutile dire che, nell’epoca del fai da te, saranno moltissime le persone che si rispecchieranno in questo tipo di esperienze, anche perché i tentativi daranno solamente esiti catastrofici.

L’idea è, quindi, azzeccata, anche perché c’è un rapporto doppio con la rete, da una parte di complicità e dall’altra di presa in giro. Lo sfottò diviene feroce quando si tratta di mostrare la bassa qualità dei contenuti “virali” e la mancanza di serietà sottostante ai poco oliati meccanismi commerciali del web 2.0. Si tratta sempre di autoironia perché I Rognosi sono youtuber nella media italiana, né più né meno. Il loro canale ospita, oltre alla webserie, una serie di sketch comico demenziali molto seguiti. Tutti i loro prodotti sono simpatici e ben interpretati, l’immagine è piacevole, anche se la fotografia non è sempre costante in termini di qualità, e si avverte una certa padronanza della tecnica, per nulla scontata in un prodotto demenziale e “internettiano”.

Scritto da Stefano Lalla

Mi chiamo Stefano e sono nato a Pescara nel lontano '88. A Bologna mi sono laureato (due volte) e ho piantato le tende. Mi piace scrivere dei film che vedo, che siano indipendenti o no. Mi piace cercare i talenti in rete, analizzare i pregi e le debolezze dei giovani filmmaker, ragionarci su in maniera costruttiva.

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