Semitoni

Regia di Michele Ricchetti e Shapoor Ebrahimi

Voto della redazione

Immagine-TOTIn un viaggio dal sud di Trani al nord di Milano, Semitoni ci presenta l’Italia della musica veramente indie, dei suoni elettrici ed elettrificati, di quei musicisti che fanno i salti mortali per tirare a campare, purché la musica rimanga.

Un panorama che ricorda tanto dell’underground dei Joy Division piuttosto che dei più nostrani CCCP, sebbene il clima sia tutt’altro: l’Italia è cambiata, e non si poteva fare a meno di accennare ai numerosi problemi sociali e politici che ne determinano in tutti i sensi la vitalità (o l’impossibilità) culturale. Ebbene, le testimonianze degli Eels on Heels, di His Clancyness, della Fuzz Orchestra sono parole estremamente odierne e nostrane, malgrado i nomi anglofoni altisonanti, che calzano per benino anche con altri reparti artistici in cui ci sentiamo coinvolti. Malgrado le loro esperienze diverse: ci sono i più fortunati che sono incappati nelle etichette indie più fiche del momento; ci sono quelli che dalle etichette preferibilmente si defilano; ci sono quelli che suonano a più non posso pur di mantenere la musica come unico lavoro.

semitoni3Il documentario di Michele Ricchetti e Shapoor Ebrahimi è una storia semplice che racconta di un manipolo di ragazzi che da punti diversi dello Stivale lotta per la stessa espressione artistica. Eppure, quel che colpisce non sono tanto le loro storie musicali, a cui comunque si dedica spazio: piuttosto, è quella passione viscerale che si concretizza in una dimessa accettazione dell’impossibilità di sopravvivere senza quella droga, la musica.

semitoni2“Sen’arte sarebbe un mondo di merda insomma. Saremmo tutti dei colletti bianchi”. Con tutto il rispetto per gli impiegati, ma ci sentiamo di approvare quella battuta con cui i registi decidono di aprire, dando una impronta evidente a dove il documentario porterà lo spettatore, tra Bologna Milano e Trani: in un mondo saturo e sonoro, libero e diretto, a tratti spensierato o menefreghista, eppure sempre soddisfatto ed orgoglioso dell’essere musicale. E dell’essere umano.

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Scritto da Rita Andreetti

Scrivo di cinema indipendente da quando ho iniziato a vederne. La mia passione per l'immagine in movimento movimenta anche le mie idee e la necessità di condividerle. Questo progetto di editoria indipendente e per gli indipendenti, nasce dalla volontà di evidenziare lo spessore professionale di quei giovani autori che ce la mettono tutta. E' grazie a loro che continua ad esistere un calderone di idee ribollente e produttivo. Io sto dalla loro parte.

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