Re nero

Regia di Valerio Oldano

Voto della redazione

“Lo spettacolo più grande dell’uomo è l’uomo stesso”. Con questa frase-aforisma ai limiti dell’esistenzialismo esordisce Re nero,  primo lungometraggio del giovanissimo regista astigiano Valerio Oldano, di soli 22 anni, attualmente iscritto alla Accademia nazionale del cinema di Bologna. Già autore di cortometraggi e spettacoli presentati nel contesto di Asti Teatro Ragazzi, supportato dalla V Movies, piccola casa di produzione indipendente di Asti, Oldano si lancia in una sfida non facile come i protagonisti della sua storia, impegnati in una partita a scacchi con la vita.

download (2)Uno scacchista appunto, una ballerina, uno psicologo e un tabaccaio incrociano i loro destini nella ricerca legittima e ossessiva di una propria felicità, prendendo coscienza delle proprie potenzialità e scontrandosi contro i propri limiti, in un finale senza vincitori né vinti.

Nonostante sia il suo primo lungometraggio Valerio Oldano si addentra in un thriller psicologico che tocca temi delicati e intricati come la psicologia e la fede, un territorio, già difficile da percorrere per filmaker più esperti, che il giovane regista astigiano, inciampando qua e là, ha in ogni caso superato.

L’evidente disponibilità limitata di mezzi (croce e delizia del cinema che si autoproclama a gran voce indipendente) non ha inficiato troppo la buona natura del lavoro dell’Oldano: in Re nero si intravede un ottimo occhio registico, unito a una sceneggiatura (in collaborazione con Luca Turso) ben strutturata e una fotografia e un montaggio di pregevole fattura (vedi la sequenza dell’omicidio alternata all’esibizione di ballo). Ulteriore valore aggiunto le musiche del duo Fryda (Francesco Moneti e Daniele Contardo) gruppo satellite dei Modena City Ramblers.

ReneroQuesto buon impianto narrativo e tecnico viene un attimo smorzato da una voce narrante, traino un po’ monocorde delle vicende, e da una recitazione di attori esordienti, professionisti e non, che a tratti fa smarrire il mood del lungometraggio, già un po’ incerto nel suo incipit.

Nel complesso il lavoro di Oldano si merita un giudizio positivo più che latro per le buone potenzialità che l’opera, pura e istintiva, ha saputo esprimere e che potranno maturare e migliorare in successivi lavori.

Scritto da Matteo Agamennone

Sceneggiatore e regista, classe '84, ha un pò girovagato e lavorato in tutta Italia, stabilendosi attualmente a Bologna. Per deformazione professionale e scelta personale, da sempre sostenitore, promotore e autore di cinema indipendente.

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