Picnic

Regia di Kim Gualino

Voto della redazione

picnic2Sotto il primo strato, ce n’è sempre uno più profondo, dove stanno significati che a volte non vogliamo sentire. Dietro un titolo innocuo, Picnic nasconde una complessa riflessione sul legame di sangue e sulla pietà; sulla dignità dell’essere umano alla fine del suo percorso, anche quando il corpo perde lo smalto e la mente la sua brillantezza.

Se vi sentirete di dover rivedere questo cortometraggio il giorno in cui vi capiterà di imbattervi, fatelo. E riflettete su come la vostra mente guardava alla protagonista alla prima visione, e su come invece dopo la seconda le cose siano ben diverse. A livello di comprensione, chiaramente, ma anche a livello di atteggiamento, di giudizio interiore.

Anna deve portare questa bambina in un posto lontano; sebbene lei sia fermamente convinta le aspetti un picnic, il programma si fa più chiaro via via che la meta si avvicina. C’è una residenza tranquilla che l’attende, dove altri come lei trascorrono le giornate. L’automobile avanza, il tempo scorre, Kim Gualino costruisce un cortometraggio di intrecciate metafore dove fa da perno la vita in tutte le sue forme e tempi, e il legame d’amore.

picnic-3bCome una curva in discesa, sul finire del nostro tempo torniamo ad essere un po’ quello che siamo stati, torniamo a vivere e ad avere le medesime esperienze di purezza, innocenza e istintività che abbiamo avuto durante l’infanzia. Ma poi, torna la realtà, quello che si deve o non si deve fare, il male minore che è pur sempre un male. Nella mestizia, nella coscienza, nella pietà interdetta, non rimane che la cioccolata o il mozzicone di sigaretta raccolto da terra; il sole tra i rami di un albero, ma soprattutto una coperta rossa che svolazza sperando sia ancora capace di attirare le farfalle. Quelle farfalle, quelle che dal presente sembrano essere scomparse.

picnic3Delicato e implacabile, forte di una fotografia che intenzionalmente schiaccia le emozioni positive, il cortometraggio di Kim Gualino vanta due volti, quelli di Francesca Viscardi Leonetti e Alessia Valente, che sono la carta vincente della eccellente sceneggiatura. Poiché gli indizi sono pochi e la storia si riavvolge su se stessa, tutto si fonda sugli sguardi e gli occhi grandi, sui bordi del labbro che accennano un sorriso, sulle dita che riempiono il quadro nei piani ravvicinati.

Picnic è un film sociale, che è stato sostenuto da una campagna promossa su Indiegogo e prodotto da Karousel Film, e non mancherà di interessare le menti più fini e smuovere le sensibilità più distaccate.

Scritto da Rita Andreetti

Scrivo di cinema indipendente da quando ho iniziato a vederne. La mia passione per l'immagine in movimento movimenta anche le mie idee e la necessità di condividerle. Questo progetto di editoria indipendente e per gli indipendenti, nasce dalla volontà di evidenziare lo spessore professionale di quei giovani autori che ce la mettono tutta. E' grazie a loro che continua ad esistere un calderone di idee ribollente e produttivo. Io sto dalla loro parte.

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