Notte Noir

Regia di Fabio Pellegrinelli

Voto della redazione

Bruno (Franco Ravera) è un uomo di mezza età che di giorno lavora in una cava di granito e di notte fa volontariato perché non riesce a dormire. Col suo taxi, Bruno riporta a casa le persone che non sono in grado di guidare, alle volte si intrattiene in discussioni minime con gli abitanti della notte, mentre la fidata Grazia lo segue con la macchina del cliente. Bruno è un tipo a posto ma sulle sue, pensa molto e noi sentiamo tutte le sue meditazioni (un po’ troppo pregnanti) grazie al voice-over dalla voce (troppo) lugubre. Ha perso la moglie di recente in un incidente automobilistico e cerca di superare il notte noirmomento di crisi distraendosi come può, con scarsi risultati. Tiene sempre una foto di Erika sul cruscotto. Un giorno, mentre si reca sul luogo dell’incidente, si accorge che è stato preceduto da un uomo sconosciuto che lascia un mazzo di fiori e fugge via quando vede arrivare Bruno. La morte della moglie è una ferita ancora aperta, anche perché il corpo non è mai stato trovato. Questo piccolo episodio lo spinge subito a indagare meglio sulla fatidica notte dell’incidente. Scoprirà che gli erano sfuggiti alcuni particolari importanti (qui sorgono le debolezze più grosse della storia) e dovrà rivedere del tutto l’immagine che ha della defunta moglie.

Notte Noir è un buon tentativo di fare del cinema di genere su Youtube, con una webserie noir che si ispira esplicitamente a Taxi Driver e ai classici di uno dei generi hollywoodiani per eccellenza. Un post-noir, quindi, dall’ambientazione europea (entrambe le vocazioni hanno precedenti importanti), firmato da Fabio Pellegrinelli. Il Canton Ticino diventa tutto grigio e tenebroso nell’ottima resa fotografica della webserie della RSI (Radiotelevisione svizzera di lingua italiana). La qualità sopra la media si fa notare fin da subito, grazie ai titoli di testa che sembrano qualcosa di partorito da Kyle Cooper, le inquadrature simmetriche ben congegnate e gli sfocati accentuati.

notte noir2I periodi di maggiore richiesta per un tassista sono le feste e Bruno si trova a fare i conti con la miseria esistenziale delle persone che fuggono dalla baldoria. Nel dopofesta sbronzo, le persone diventano particolarmente inclini a raccontarsi. Bruno è il classico buon ascoltatore che cela un dramma ancora più grande di quello dei suoi logorroici passeggeri. La paranoia dovuta alla sua ricerca della verità lo porta a diventare ossessionato e, infine, insofferente coi suoi petulanti passeggeri. Notte Noir è un lavoro di introspezione ancora prima che un giallo. La mente di Bruno è più interessante rispetto alla vicenda delittuosa raccontata, e così acquistano importanza anche l’ambientazione del Canton Ticino e i singoli passeggeri, che sono molto più di semplici funzioni narrative con lo scopo di far procedere una storia.

Scritto da Stefano Lalla

Mi chiamo Stefano e sono nato a Pescara nel lontano '88. A Bologna mi sono laureato (due volte) e ho piantato le tende. Mi piace scrivere dei film che vedo, che siano indipendenti o no. Mi piace cercare i talenti in rete, analizzare i pregi e le debolezze dei giovani filmmaker, ragionarci su in maniera costruttiva.

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