L’uomo che fischia

Regia di Simone Tringali e Marco Miscione

Voto della redazione

show_imgRosa è una brava donna, un po’ ingenua, incastrata in una relazione problematica con Franco, uomo dalla personalità fortemente disturbata e tormentato da un passato violento e traumatico. Rosa, complice la scusa delle riprese di un film, intraprende una storia con Roberto, uomo posato ed equilibrato, con il quale riesce ad essere se stessa e a sorridere senza pensieri: ma l’ombra di un uomo incombe sulla sua camminata verso casa e sulla sua felicità. Franco, scoperto il tradimento, rincorre la donna fino a bloccarla in un angolo e senza alcuna possibilità di replica né tanto meno di perdono, libera tutta la sua follia, cieca e furente.

L’uomo che fischia è un cortometraggio necessario, estremamente sociale che tocca a piene mani, mani che si macchiano anche di sangue, il tema della violenza sulle donne, fenomeno mai passato di moda e del quale è sempre doveroso parlarne, scriverne, filmarne.

Per questo il lavoro dei registi Simone Tringali e Marco Miscione assume per riflesso un’importanza e una rilevanza tale che travalica anche la finzione dello schermo e perfettamente al passo coi tempi si tramuta in realtà con un flash mob organizzato in un supermercato di Torino con protagonisti gli attori del corto Paola Crova e Donato Cannillo. I partecipanti indossavano un indumento di colore rosso, tenevano in mano un cartello con la scritta “No alla violenza sulle donne” e al suono di un fischietto accasciandosi sempre più a terra, intonavano un inno alla reazione: “Vogliamo un mondo senza violenza, un mondo nuovo è possibile”. La veridicità della lite “messa in realtà” tra i banchi del reparto ortofrutta da i due attori del corto e dell’evento, ha scatenato anche l’intervento genuino di un inconsapevole avventore che ha fermato la finta violenza.

Optimized-IMG_0081Sostenuto dalla Film Commission Torino Piemonte e patrocinato dalla Città di Torino e dalla Regione Piemonte, L’uomo che fischia ha avuto il suo giusto eco in alcune trasmissioni locali ed emittenti radiofoniche, è stato proiettato in diverse scuole ed ha riscosso l’interesse di associazioni contro il femminicidio.

I due registi Simone Tringali e Marco Miscione nel mettere in piedi il loro lavoro si sono sicuramente contraddistinti per una certa originalità nel trattare un tema così delicato con un thriller psicologico dal retrogusto horror splatter quando magari, consuetudine vuole, più una messinscena drammatica. Scelta all’inizio interessante che però con lo scorrere delle vicende rischia di non pagare, complice una trama a tratti farraginosa non supportata da una recitazione, sì genuina ma poco convincente – eccezion fatta per Franco, l’uomo disturbato e violento, che con la sua solo espressività ricorda un po’ una fisionomia da personaggi di Dario Argento -.

Scritto da Matteo Agamennone

Sceneggiatore e regista, classe '84, ha un pò girovagato e lavorato in tutta Italia, stabilendosi attualmente a Bologna. Per deformazione professionale e scelta personale, da sempre sostenitore, promotore e autore di cinema indipendente.

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