Lorenzo Bechi: bianco, nero e fughe fallite

Lorenzo BechiPartendo da se stessi con un carico di idee e una videocamera, si può fare molto. Lo dimostra Lorenzo Bechi, che con pochi spiccioli è già al suo secondo lungometraggio: la sua formazione da videomaker è fattivamente impiegata in tutte le fasi del processo creativo con notevoli risultati, visibili nel primo lavoro, Il talento del bianco, e nell’ultima opera da poco online, Seguo il salto del cocumat e vado verso Occidente.

Cosa ha spinto Indipendentidalcinema.it a parlare di lui? Prima di tutto e in assoluto, la costanza di produrre due film in autonomia, dirigerli, riprenderli e montarli. Al di là della limitazione tecnica che può trasparire più che altro a livello fotografico, Lorenzo Bechi si avvale di una conoscenza del linguaggio che colma le mancanze finanziare; a questo aggiunge personaggi densi e convulsi che si lasciano scoprire quanto basta per risultare sempre interessanti.

La prima esperienza, Il talento del bianco, risulta particolarmente riuscita: un lavoro intimo e claustrofobico in cui alla storia di una rinuncia programmata si affianca una lettura più intima legata all’omosessualità. Ma così finemente accennata, da determinare poi motivazioni di secondo livello a tutte le attività e azioni ricorrenti, alle soglie della schizofrenia, a cui il protagonista si sottopone.

Saltando anche narrativamente verso altri temi, Bechi si dedica poi ad un road movie alla toscana dove i personaggi, anch’essi falliti recidivi, ma scanzonati e visionari, si trascinano in un viaggio-fuga senza mappa. I due omonimi Franco sembrano voler rimproverare loro stessi ribadendo a non finire quel nome, in un degenerare di sfortune che li riporterà al punto di partenza.cocumat 1

Ci facciamo raccontare da questo giovane autore, la sua scelta di concretizzare le idee immolando il lavoro al no budget e alla diffusione virale.

– Lorenzo, nella visione dei tuoi ultimi lavori immediatamente ci si domanda quali motivazioni narrative e semantiche ti spingono ad usare il bianco e nero nella relazione con le tue storie.

Mi aiuta nel mettere in scena l’atmosfera che ho in testa, qualunque essa sia da atmosfere più assurde e bizzarre a quelle più intense; il bianco e nero se lo si usa conoscendolo, studiandolo, favorisce la costruzione di un’immagine drammatica, insomma se usato con cognizione ha un’espressività più netta, intima.

 – Entriamo nel vivo del progetto Il talento del bianco: come hai lavorato con l’attore protagonista, Mauro Stagi, e quali meccanismi si sono creati in questo rapporto creativo uno-a-uno?

Ho lavorato comodamente, in primo luogo: da soli sul set e prima di iniziare a girare abbiamo avuto la possibilità concentrarci al massimo sui dettagli e su tutte le implicazioni del personaggio che abbiamo trovato insieme, io e Mauro. E’ stato un lavoro delicato: si trattava di un personaggio costantemente in azione rispetto all’obbiettivo, un personaggio che non subiva cambiamenti nel corso del film, ma stava in un lento crescendo continuo.

 talento 1– FilmSolo, la tua casa di produzione, si definisce “da statuto” autonoma. In Seguo il salto del cocumat e vado verso Occidente, tuttavia, il team si è fatto più numeroso. Stai per abbandonare la scelta del no budget?

Innanzitutto la possibilità di scrivere dei dialoghi! Con due attori è un po’ più semplice creare un intreccio e una tensione drammatica. In secondo luogo, il piacere di scrivere un film con un’altra persona, nel caso Matteo Tiziano Salimbeni, compagno di tante avventure; il film parla parecchio di noi.

Poi l’evoluzione in realtà è stata minima: i lunghi titoli di coda che lasciano pensare a un film vero e proprio in realtà sono inventati di sana pianta. Seguo il salto del cocumat e vado verso occidente l’abbiamo fatto in cinque, attori compresi!

Non penso assolutamente di abbandonare la scelta del no budget anche perché è lei a non voler abbandonare me! Non posso comunque negare che lavorare con pochissimi soldi significa lavorare in assoluta libertà soprattutto se quei pochi soldi sono i tuoi…e la libertà non ha prezzo. Abituato a tutta questa libertà non so come mi troverei in una grande produzione con tutti quei signori ai quali dover render conto!

Filmsolo (www.filmsolo.org), la mia casa di produzione povera, si autofinanzia e si auto distribuisce, per questo la chiamo autonoma. Tutti i nostri film sono distribuiti gratuitamente on line sul nostro sito web e su Youtube.cocumat 2

Per il futuro, un’anticipazione: sto scrivendo ancora con Matteo Tiziano Salimbeni il nuovo film, Bathrooms – una tragedia ai giorni nostri – un film girato solo dentro bagni e sto lavorando contemporaneamente anche ad un documentario dal titolo Sono io il mio nemico più grande che racconta le gesta di Riccardo Bianchini, in arte Mr. Cipo, animatore nei villaggi turistici, poeta , santo ed eroe.

– Seguo il salto del cocumat e vado verso Occidente è una moderna rappresentazione dell’attuale situazione dei giovani: nessuna nota di speranza?

Alcuna.

– Sul finire, non possiamo certo risparmiarci dal chiederti: cos’è il cocumat?

Non posso dirvelo…posso dirvi soltanto che è una cosa che tutti gli umani ogni giorno vedono ma a cui non sanno dare un nome!

Scritto da Rita Andreetti

Scrivo di cinema indipendente da quando ho iniziato a vederne. La mia passione per l'immagine in movimento movimenta anche le mie idee e la necessità di condividerle. Questo progetto di editoria indipendente e per gli indipendenti, nasce dalla volontà di evidenziare lo spessore professionale di quei giovani autori che ce la mettono tutta. E' grazie a loro che continua ad esistere un calderone di idee ribollente e produttivo. Io sto dalla loro parte.

1 Comment

  1. Pingback: Bathrooms - Indipendenti dal Cinema

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *