Legge 52

Regia di Souheil Bayoudh

Voto della redazione

locandina-legge-52Legge 52 è un’intensa mezzora di testimonianze di giovani tunisini alle prese con una legge nata a fine anni ’90 e sopravvissuta al crollo del regime di Ben Alì. Una legge che prevede l’arresto e la reclusione di almeno un anno per chiunque fumi cannabis.

Sono ben chiari ai tunisini le motivazioni che portano al mantenimento in vigore di questa legge proibizionista, quando si è già visto che laddove qualcosa si proibisce se ne incentiva l’uso. Incarcerando a lungo i ragazzi solo perché fumano cannabis “i giovani che militano per degli ideali avranno paura e staranno zitti” abbandonando la loro causa prima ancora di iniziare a combattere davvero per essa.

Spesso poi con la scusa degli arresti per l’uso di cannabis si commettono delle vere e proprie violenze gratuite ai danni di cittadini che vengono arrestati e percossi prima ancora di poter dimostrare la propria innocenza. In un paese in cui si sconta un anno di carcere per 0.01 grammi di THC nel corpo rilevati dall’esame delle urine (eseguito dopo pestaggi e maltrattamenti) è facile essere fuorilegge.
Molti degli intervistati sono ex detenuti infatti e raccontano con molto livore le condizioni del carcere, da cui sicuramente non esci come una persona migliore, dal momento che condividi la reclusione con assassini e stupratori.

legge-52-foto-di-scena-22Da queste interviste emerge una rabbia sorda, risentita. È ben chiaro che in un paese in cui gli avvocati non hanno il minimo interesse a far abolire la legge per non perdere il lavoro nelle numerose cause che inutilmente vengono fatte partire, per evitare il carcere non si potrà mai parlare di libertà e democrazia. Il regista tunisino Souheil Bayoudh e tutti gli intervistati all’interno del documentario corrono dei rischi a causa della semplice esistenza di questo film: prendersi una mezzora e vederlo è un ottimo modo per dare un senso al loro gesto.

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Scritto da Sara Querzoli

Nata a Bologna nel 1989, laureata in Scienze della Comunicazione nel 2013, da sempre interessata al funzionamento dei media, cinema compreso.

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