La vera storia dell’uomo Plasmon

Regia di Simone Del Grosso e Albert Pepe

Voto della redazione

Ci sono uomini che non si accontentano: i soldi, la fama, le donne, il gioco, non sono mai abbastanza. La loro smania di successo trascende il possedimento di beni di lusso e la stessa ricchezza monetaria, per guardare con frenesia alla conquista della celebrità e della grandezza. Molto spesso, il voler ottenere la popolarità ad ogni costo si rivela essere fattore responsabile dello spingersi oltre quelli che sono i limiti legali invalicabili.

Uno di questi uomini è Fioravante Palestini.

Anni 50, Giulianova, Abruzzo. Il nome lo prende dal nonno, ed anche il soprannome è lo stesso, Gabriele, con l’aggiunta del vezzeggiativo “ino” per sottolinearne la gracilità e l’innocenza. Quest’ultimi particolari saranno ben presto dimenticati.

vlcsnap-2011-07-15-16h46m34-2374748_0x410Cresce a vista d’occhio il piccolo Gabriellino, che ad ogni alba esce in barca col papà pescatore per vogare sino all’ora di scuola, dove studia controvoglia poiché non sente sua quella strada. Raggiunta la maggiore età, il suo fisico scultoreo gli frutta lauti guadagni procurandogli un ingaggio come attore per lo spot della Plasmon: mentre scolpisce la marca nella colonna, la fama incide indelebilmente la sua vita.

Successivamente, l’ostinazione per il successo lo porta in Germania: l’impiego come addetto alla sicurezza nei night, i piedi calpestati ai boss locali, le facili risse e le bische clandestine: questa nuova vita lo appaga, ma forse non abbastanza. Poi, negli anni 80 l’incontro con il boss Gaspare Mutolo rappresenta la svolta: cospicui profitti promessi in cambio del trasporto di un grosso carico di droga dalla Thailandia fino alla Sicilia. La posta in gioco è alta, ma d’altronde il rischio e l’azzardo sono sempre stati parte di lui.

vlcsnap-2011-07-15-16h47m16-3646792_0x410Il 24 maggio 1983, nei pressi del canale di Suez, arriva l’arresto mentre si trova ancora a bordo della nave ”Alexandros G”, stipata di 250 kg di eroina: i vent’anni successivi li trascorre nella dura prigione di Abu Zaabal, dove riesce a rimanere in vita grazie alla sua inesauribile tenacia; fra i vari episodi caratterizzanti la sua permanenza in galera, forte rilevanza assume senz’altro il dialogo avuto con Giovanni Falcone, recatosi al Cairo per proporre al governo egiziano la sua estradizione. “Sei di un’altra pasta”, gli dice. Palestini non scorderà mai quell’incontro.

La vera storia dell’uomo Plasmon è un documentario avvincente ed appassionante, scritto da Simone Del Grosso, che ne cura anche la regia, e Albert Pepe; prodotta da Logic film, Fabulafilm e RaiEdu, la pellicola appare curata sotto ogni aspetto: tecnicamente eccellente, dalla fotografia alle musiche per passare alla regia, che mescola sapientemente diversi approcci stilistici quali splendide sequenze animate, interviste, esterne e riprese d’epoca; la sceneggiatura coinvolge lo spettatore sin dalla prima scena, tenendolo incollato allo schermo fino ai titoli di coda. Quale ottimo esempio di infotainment, il film riesce a raccontare una storia, approfondendone ambiti e sfaccettature, allo stesso tempo intrattenendo e divertendo lo spettatore.

Scritto da Andrea Epifani

"ci vuole un giusto equilibrio tra l’essere creativo e “funzionare” bene socialmente. Troppa creatività e non si è integrati bene in un contesto sociale. Ribaltando l’equilibrio si perde in creatività. Ma tutte le persone realmente ispirate che conosco sembrano in un certo senso un po’ matti. Ma è un piacere averle intorno." BRIAN MICHAEL BENDIS

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