JVC GY-HM600E IDX

Cosa ci piace
  • Buona gestione dell'audio
  • Zoom 23x
  • Tre differenti formati di registrazione
Cosa non ci piace
  • Autofocus poco preciso

Voto della redazione

Articolo realizzato in collaborazione con Stefano Grilli, in collaborazione con Adcom.

Al primo incontro con la JVC-GYHM600, ci è balzata subito all’occhio la sua ergonomia “classica” e funzionale: nessun elemento di sbilanciamento o tentativo di renderla “stilosa” nella forma (contrariamente ad altre recenti uscite nel panorama delle videocamere digitali). I tasti funzione ed il menu sono estremamente intuitivi e semplici da capire, soprattutto per coloro che già hanno avuto esperienze con altre camere tri-sensore con ottica incorporata.

Ma passando “all’azione”, vediamo come ha risposto questa camera ai nostri test.

Ad una prima occhiata, è visibile la presenza di un imponente microfono incorporato, nel quale è connesso anche l’LCD da 3,5 pollici; e ciò non è cosa da poco poiché permette una presa audio stereo di buon livello base offrendo, comunque, anche due ingressi XLR con alimentazione phantom.

url-1Il secondo aspetto notevole è senz’altro l’ottica. La JVC-GYHM600, infatti, monta un’ottica stabilizzata Fujinon da 23x, che convertendo sul 35mm significa poter usufruire di un’escursione ottica dal 29mm sino al 667mm. Una gran bella potenza di zoom, insomma, che si rivela molto utile per l’utilizzo della camera a livello reportagistico, giornalistico, documentaristico o in convegni e convention. In aggiunta, la videocamera, molto luminosa, mantiene un’ottima resa anche in condizioni di scarsa visibilità. Questo grazie ai tre sensori CMOS Full HD da 1/3 di pollice, che oltre a renderla luminosa offrono una notevole colorimetria.

Nei casi di eccessiva presenza di luce, invece, possiamo avvalerci dei tre filtri ND integrati direttamente sull’ottica (1/4, 1/16 e 1/64).

Sul retro della camera troviamo due alloggiamenti per schede SDHC e SDXC, che ci offrono la possibilità di registrare in contemporanea su due schede, così da avere un backup in tempo reale del materiale girato. Cosa non da poco, poiché il passaggio ai supporti a schede di memoria, avvenuto negli ultimi anni, ha effettivamente creato alcuni problemi; non tanto di affidabilità quanto di duplicazione dei dati “sul campo”, rendendo necessario il supporto di computer o apparecchiature di backup portatili.

Parlando di registrazione, la cosa interessante di questo gioiellino di casa JVC è la possibilità di registrare, sia in HD che in SD, in tre differenti formati: MOV, per la lavorazione diretta su Final Cut Pro, MP4, codificato in XDCAM EX, e, infine, AVCHD.

E’ bene specificare, però, che registrando in AVCHD non abbiamo la possibilità di riprendere a 25 fotogrammi progressivi, cosa invece possibile per entrambi gli altri formati.

JVC GY-HM650 WiFi camcorderDurante i nostri test, effettuati parallelamente per ognuno dei tre formati di registrazione offerti dalla camera, non abbiamo riscontrato particolari difetti, se non un autofocus poco preciso e spesso soggetto ad errori. I cambi di fuoco automatici tendono a stabilizzarsi medianti scatti piuttosto fastidiosi e non abbiamo mai verificato un cambio di fuoco automatico andato completamente a buon fine senza difetti, scatti o imprecisioni. Questo è davvero un peccato, perché una camera come questa trova il suo utilizzo naturale in situazioni dove può capitare di dover essere rapidi e, quindi, avere la necessità di affidarsi all’autofocus; ma avendo un automatismo così poco preciso, può diventare difficile o addirittura pericoloso affidarsi ad esso in particolari situazioni di ripresa. L’autofocus è sicuramente il difetto principale (e forse anche l’unico, a dir la verità) della GY-HM600 che fa storcere il naso davanti ad una macchina ben pensata, ben costruita e ben inquadrata in un particolare settore di mercato. Per onor di cronaca, però, è giusto dire che il focus assist, per orperazioni in messa a fuoco manuale, è ottimo: attivando la funzione, infatti, l’LCD passa in bianco e nero e abbiamo anche una funzione di peaking sui bordi a fuoco degli oggetti inquadrati. Combinazione di elementi che permette di mettere a fuoco rapidamente e con precisione. Quindi, a fronte di autofocus un po’ “debole”, a nostro parere, JVC si fa parzialmente perdonare con l’ottima funzionalità del focus assist.

In definitiva, la JVC GY-HM600 è un’ottima videocamera, che si pone nella fascia di mercato degli altri camcorder con ottica integrata e si propone come un’ottima soluzione per il videomaker che abitualmente lavora in campo giornalistico, documentaristico, matrimoniale o istituzionale.

Soprattutto grazie alla resa a basse condizioni di luce ed all’ottica 23x che offre un’escursione di zoom elevata.

Ci preme tuttavia spendere una considerazione anche sulla fetta di mercato cinematografica indipendente: difficilmente, a nostro parere, questa videocamera può adattarsi alle condizioni del set cinematografico, soprattutto considerando la concorrenza spietata di Canon, Sony e Blackmagic che stanno puntando già da tempo al mercato cinematografico indipendente. Pare tuttavia evidente che questo particolare target di mercato non fosse nelle mire di JVC al lancio della GY-HM600: probabilmente l’intento era quello di sviluppare una videocamera comoda e pratica che si adattasse a tutte le esigenze del videomaker. E, a quanto pare, hanno centrato in pieno il loro obiettivo.

Scritto da Mirco Sgarzi

Direttore della fotografia specializzato nella cinematografia digitale, membro dell'AIC (Associazione Italiana Autori della Fotografia Cinematografica) e di IMAGO (Federazione Europea dei Direttori della Fotografia). Vive e lavora tra Malta e l'Italia.

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