Intervista a Davide Rizzo, premio Visioni Ambientali 2014

banda riciclante_locSezione sempre più in rilievo nel programma del Festival Visioni Italiane, anche quest’anno Visioni Ambientali ha regalato agli spettatori una offerta di qualità e, di conseguenza, una competizione ardua per gli autori partecipanti. L’ha spuntata, tra tutti, il documentario di Davide Rizzo, Banda Riciclante: un vivace e colorato racconto di un progetto teatrale curato dal Teatro dei Mignoli, tuttora in corso, che ha avuto inizio nel 2012 e che ha portato in giro per numerose scuole secondarie di primo grado un progetto formativo e di sensibilizzazione ecologica. La rete di attività, supportata dal Ministero della Gioventù, è stata raccontata sotto diverse forme (blog, fumetto, animazione teatrale), e il documentario di Rizzo si inserisce proprio sulla scia di questa ricchezza documentativa.

Bolognese di adozione, Davide ha già ricevuto conferme dal genere documentario quando Old Cinema – Bologna Melodramma lo ha condotto alla vittoria del premio Doc Under 30 nel 2011. Il suo secondo progetto è stato premiato a Visioni Ambientali per lo “sguardo rivolto al futuro, a quelle generazioni che dovranno interessarsi sempre di più alla salute del pianeta”. Ne abbiamo parlato con il regista, per svelare i segreti della collaborazione con il Teatro dei Mignoli nel progetto Banda Riciclante.

– Davide, la prima domanda riguarda un po’ la genesi del documentario: ovvero, come sei entrato in contatto con Il teatro de Mignoli e cosa ti ha fatto innamorare della loro idea.

Sono entrato in contatto con il Teatro dei Mignoli tramite un amico in comune. Mirco Alboresi, responsabile del progetto, stava cercando un filmmaker che potesse accompagnarli in tournè in tutta Italia per riprendere i laboratori. Ci siamo piaciuti e l’avventura ha avuto inizio. Il fatto di fare delle riprese nelle scuole medie medie, in mezzo ai ragazzi, mi è subito sembrata una cosa molto bella e stimolante. Non l’avevo mai fatto.

– Ci piacerebbe poi che commentassi questo aspetto dell’evoluzione del progetto Banda Riciclante, definibile come crossmediale, dal momento che avvolge il teatro (o la teatralità), l’interazione con il pubblico che partecipa anche direttamente, il fumetto come resoconto e divulgazione e non per ultimo il tuo documentario: una comunicazione a 360°!

Si. Il progetto Banda Riciclante è stato davvero un progetto molto grosso. Un grande applauso al Teatro dei Mignoli che ne ha attentamente curato ogni aspetto e prodotto il tutto. Io avevo già lavorato con altre compagnie teatrali in passato, ma sono rimasto molto sorpreso quando li ho conosciuti, perchè il loro modo di intendere il teatro è molto appassionante e diverso dagli altri.

premiazioneIl documentario possiamo dire è solo “l’atto finale” di un lungo progetto, il documento visivo che ne ha riassunto un po’ il senso. Purtroppo tante cose sono rimaste fuori dal film, tanti bei laboratori, tante belle città e tante storie, tante persone. In fase di montaggio, come sempre, sono state fatte delle scelte e sono state tagliate anche delle parti molto belle che magari erano poco funzionali alla narrazione.

– Il tuo documentario racchiude una finalità didattica e informativa imprescindibile: pensi che il futuro ideale per questo tuo prodotto sia al cinema o nelle aule scolastiche? In altre parole, e provocatoriamente: sono i giovani i destinatari di questo racconto o i loro genitori?

Realizzando e montando il film, non mi sono mai interrogato circa l’utente finale del prodotto, o meglio, non ho mai voluto fare un film che parlasse solo ai bambini o solo agli adulti. La Banda Riciclante non coinvolgeva solo gli alunni, ma anche i genitori, gli insegnanti, che sfilavano in parata tutti insieme alla fine dei laboratori.

La mia maggior premura era quella di riportare alla realtà quello che avevo vissuto e le storie che ho incontrato. L’aspetto didattico e informativo è imprescindibile, come dici tu, perchè viviamo in mezzo ad una catastrofe ambientale, i ragazzi ne sono molto coscienti e molti di loro lo erano anche prima del nostro arrivo. Penso che il film troverà da solo la sua strada, (nota che l’abbiamo proiettato solo una volta) ma penso che possa parlare indifferentemente sia agli adulti che ai giovanissimi, e in modi diversi ognuno di loro assimilerà cose differenti.

– Dopo il successo di Old Cinema, pare quindi che tu abbia scelto di riabbracciare il documentario: è il linguaggio che ti rappresenta o ancora pensi di virare sulla fiction dei primi prodotti da te firmati?

Non saprei risponderti. Come tanti, ho iniziato a fare questo mestiere facendo piccoli cortometraggi, poi quasi per caso ho incontrato il documentario. E mi è piaciuto molto. Direi che amo tutti i generi che questo mestiere ti puo’ proporre. Poi adesso è un bel momento, perchè non c’è più quella distinzione ferrea tra fiction e documentario come quando ho iniziato, e questa la ritengo una cosa molto stimolante artisticamente.

– In ultimo, vorrei chiudere con una domanda che potrebbe interessare i filmmaker esordienti: nel film riprendi e fai parlare diversi minorenni. Praticamente, come hai risolto e sbrigato le formalità per poter includere questi bambini nel documentario?

Ho avuto la fortuna di avere una produzione, che poi era il teatro dei mignoli stesso, che si premurava di far arrivare ai genitori, tramite gli insegnanti, le liberatorie necessarie per il film, prima di effettuare le interviste. Intervistavamo solo i ragazzi che avevano la liberatoria firmata. In pratica è semplice, ma produttivamente non lo è, perchè le scuole erano tante e le classi anche, quindi bisognava seguire tutta la prassi molto scrupolosamente.

Scritto da Rita Andreetti

Scrivo di cinema indipendente da quando ho iniziato a vederne. La mia passione per l'immagine in movimento movimenta anche le mie idee e la necessità di condividerle. Questo progetto di editoria indipendente e per gli indipendenti, nasce dalla volontà di evidenziare lo spessore professionale di quei giovani autori che ce la mettono tutta. E' grazie a loro che continua ad esistere un calderone di idee ribollente e produttivo. Io sto dalla loro parte.

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