Il Confine

Regia di Gianluca Zonta

Voto della redazione

Il Confine è un cortometraggio scritto e diretto da Gianluca Zonta e girato a Bologna. Il film, in concorso all’edizione 2013 del festival “Visioni Italiane” ha una storia breve e piuttosto lineare, seppure non priva di colpi di scena. Due ex fidanzati si danno appuntamento a “La Linea”, un bar storico nel centro di Bologna. All’apparenza lo scopo dei due è rivedersi e fare quattro chiacchiere tra amici ma il nervosismo di Marco (Filippo Pagotto) tradisce in lui l’esistenza di un secondo fine. Sara (Maria Renda) si accorgerà presto del suo comportamento innaturale, fraintendendone le cause.

il confineLa ragazza darà quindi il via ad un terzo grado che sfocerà inevitabilmente nel litigio, nella reazione emotiva che aiuterà i due, appunto, ad oltrepassare un confine: quello delle buone maniere, dei rapporti di facciata e del non detto. Entrambi gli attori protagonisti danno un’ottima prova dimostrando di saper reggere la scena alla perfezione per otto minuti serrati. Un corto di attori, quindi. Un unico lungo dialogo nel quale la regia accompagna e asserve saggiamente allo sviluppo della drammaturgia, senza particolari stravaganze.

Lo spazio è quello limitrofo al tavolino; campi e controcampi che scoprono una sala feste con qualche avventore e una vista sull’assolata via Rizzoli. Gli attori non si alzano dalle sedie se non all’inizio e alla fine del corto. Questa dinamica che può sembrare costretta in senso spaziale, apre in realtà a un grande numero di possibili scelte registiche: dalla scelta dei piani all’uso di centering e panoramiche. Non c’è bisogno di azione né di un montaggio fantasioso per mettere in moto lo “specifico cinematografico”, e infatti Il Confine regge benissimo la prova del pubblico e non sa neanche un po’ di teatro filmato.

L’opera di Zonta vanta anche una colonna sonora del cantautore Giuseppe Tranquillino, conosciuto a Bologna per il progetto “Misero Spettacolo”. Il cantautore Bolognese ha preparato per il filmato un crescendo musicale che accompagna bene lo sfogo progressivo dei sentimenti al quale si assiste; un commento sonoro che si lascia notare in modo decisamente positivo.

Scritto da Stefano Lalla

Mi chiamo Stefano e sono nato a Pescara nel lontano '88. A Bologna mi sono laureato (due volte) e ho piantato le tende. Mi piace scrivere dei film che vedo, che siano indipendenti o no. Mi piace cercare i talenti in rete, analizzare i pregi e le debolezze dei giovani filmmaker, ragionarci su in maniera costruttiva.

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