IBTS Roma – Chiacchierata con Philip Bloom

In occasione dell’IBTS, l’evento tecnologico organizzato da Adcom e tenutosi presso Cinecittà 3 a Roma, mi sono ritrovato a fare una chiacchierata faccia a faccia con Philip Bloom, regista e direttore della fotografia di fama internazionale, ad oggi considerato il “guru” delle tecnologie digitali grazie alla popolarità raggiunta tramite il suo blog; un sito che registra più di 1 milione di click al mese e che rappresenta un po’ il faro per i filmamker low-budget di tutto il mondo. Nato dalla semplice volontà di condividere le proprie esperienze digitali, il sito è diventato lo specchio della ascesa di cui Bloom ha avuto esperienza in particolare dal 2009 in poi, collezionando premi per i suoi documentari (Raindance e BAFTA con How to start a revolution) e collaborazioni prestigiose, tra cui George Lucas. La sua abilità tecnica è stata usata come “tester” per alcuni tra i maggiori brand digitali da parte dei filmaker; tra questi C300, F3, FS700, F55, Blackmagic e 1DC.

Parlando con lui, ho cercato di mettermi nei panni di un filmaker indipendente (non che mi sia stato così difficile, in verità), ponendogli alcune domande mirate a fare un po’ di chiarezza nell’attuale situazione di “confusione tecnologica” che il mercato del cinema e del video sta vivendo. Ecco i consigli che mi ha offerto e che con piacere condivido con i lettori di Indipendentidalcinema.it.

– Quale camera consiglieresti a chi vuole girare dei cortometraggi, dei videoclip musicali o delle webseries?

Qualsiasi. Non c’è una sola camera giusta. La macchina da presa non è la cosa più importante; la cosa più importante è la persona che sta dietro alla camera. Puoi girare con la Canon 1D-C, con la Panasonic GH2, con la Canon 7D o 5D… Puoi girare con la Arri Alexa!
La camera va valutata in base a quello che devi girare e, soprattutto, al budget a tua disposizione. Devi anche considerare con che computer farai il montaggio… se sarà in grado di gestire il materiale e permetterti di maneggiarlo. In pratica… è una risposta impossibile, perché non c’è una camera perfetta. Dipende da tante cose: se è la persona giusta a maneggiarla, ogni camera è perfetta.

philip_bloom_1– Supponendo di avere un budget di 2.500 Euro, c’è una camera in particolare che consiglieresti di acquistare?

Se questa cifra non include le lenti, è un problema. Ad esempio puoi acquistare una BlackMagic Pocket Camera, che è molto economica, ma devi poi acquistare le lenti, delle costose memory cards, delle batterie aggiuntive. Le ottiche sono la parte più costosa. Puoi scegliere anche ottiche fotografiche, ma devi comunque rivolgerti a lenti luminose, come delle 1.4, e all’improvviso sei già oltre il tuo budget.
Il mio consiglio personale è: noleggiate la macchina da presa, non acquistatela. Chiunque, ad oggi, possiede una videocamera. Potete anche coinvolgere nella vostra troupe qualcuno che, magari non sarà la persona più esperta per quel lavoro, ma che possiede la camera che desiderate.

– Quando testi una videocamera, quali sono i parametri fondamentali che consideri nella tua valutazione?

L’immagine è la cosa più importante. Il dettaglio, il range dinamico, il frame rate, tutti quegli aspetti che mi permettono di creare immagini di qualità. In secondo luogo, l’usabilità: ovvero quanto è maneggevole o facile da usare, o quanto è necessario acquistare degli accessori aggiuntivi per lavorare in comodità. Dover acquistare accessori dopo aver disimballato la videocamera, risulta piuttosto fastidioso. E’ molto importante che una camera sia pronta a lavorare con il minor numero possibile di aggiunte.
Purtroppo, al momento, sono davvero poche le videocamere che possono lavorare tranquillamente senza grosse aggiunte. In particolare, la Canon C300: ovviamente hai bisogno delle ottiche, delle batterie e delle memory cards, ma non necessita di rigs o supporti. Anche la Canon C100 si può considerare pronta, sebbene abbia un viewfinder di bassa qualità.
Anche l’audio è importante. Molte camere attuali non hanno un buon audio, basti pensare alle DSLR.

– E’ innegabile che, oggigiorno, molti giovani filmaker danno molta più importanza alla macchina da presa, piuttosto che al talento del direttore della fotografia o al linguaggio da usare per narrare la loro storia. Cosa ne pensi?

La gente deve smettere di essere ossessionata dalle videocamere. Se sai come girare, puoi farlo anche con delle cattive camere.
Un ottimo esempio è quello che ho fatto a Novembre a Hong Kong, ovvero la Cheap Camera Challenge. Mi hanno fatto riprendere con una “Barbie Cam”, quindi una bambola, un giocattolo! La bambola in questione ha una videocamera integrata che ha una risoluzione di 320×240 e gira a 15 frame al secondo. Ho girato il video, in un solo giorno e alla gente è piaciuto: un piccolo e folle film…
philip_bloom_2Quindi, se hai un’idea e sei in grado di svilupparla bene, non hai bisogno di costose macchine da presa. In fondo, questa videocamera costa 50 dollari!
In conclusione, posso solo dire: smettete di essere ossessionati dalla macchina da presa, andate e girate! Una videocamera migliore non necessariamente renderà migliore il vostro film. E’ molto più importante sapere quel che si sta facendo. Cominciate con un oggetto economico prima di investire in qualcosa di più costoso. A meno che non siate ricchi, ovviamente! In quel caso entrate in un negozio e strisciate la carta di credito!

– Pensi che sia più complicato, per una donna, fare questo lavoro, rispetto ad un uomo?

Probabilmente si, anche se non posso riferire di come sia la situazione lavorativa in Italia, dal momento che solitamente lavoro in Inghilterra, Germania e Stati Uniti. In Inghilterra, ad esempio, è sicuramente più difficile, per una donna, girare il suo film o trovare un lavoro in questo settore, ma non più come vent’anni fa. Le cose sono cambiate, ma non è ancora così semplice. Penso che la situazione sia analoga in molti settori lavorativi.
Devo ammettere, però, che è reso più complicato da una sorta di “mancanza di interesse” da parte delle donne. Mi spiego meglio: ad esempio ho tenuto uno dei miei workshop a Venezia e su trenta partecipanti c’erano solamente tre donne. Quindi il settore filmico è obiettivamente più difficile per le donne, ma anche loro peccano di interesse. Se ci fossero più donne interessate, probabilmente riuscirebbero a fare più pressione sul sistema. Con una presenza più forte, le cose cambierebbero per forza.
In fondo è un lavoro creativo; abbiamo moltissime donne pittrici o fotografe: perché non possiamo avere anche tante donne filmaker?

Un invito per il gentil sesso?

Di seguito, il video realizzato da Philip con la “Barbie Cam”

Scritto da Mirco Sgarzi

Direttore della fotografia specializzato nella cinematografia digitale, membro dell'AIC (Associazione Italiana Autori della Fotografia Cinematografica) e di IMAGO (Federazione Europea dei Direttori della Fotografia). Vive e lavora tra Malta e l'Italia.

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