Genuino clandestino

Regia di Nicola Angrisano

Voto della redazione

Genuino ClandestinoGenuino clandestino è il marchio che alcuni coltivatori e trasformatori agricoli utilizzano per i loro prodotti che, pur provenendo da agricoltura biologica, non hanno la certificazione di essere stati trasformati a norma di legge, in quanto troppo onerosa da ottenere poiché non pensata per le piccole realtà produttive.

Il documentario è realizzato dalla crew della telestreet napoletana Insu^TV (Nicola Angrisano è uno pseudonimo) ed è un viaggio all’interno delle esperienze di agricolture contadine, con questo termine ampio ci si riferisce a tutte le produzioni biologiche, certificate e non, che si basano sull’ autoproduzione senza utilizzo della chimica. In questa indagine si raccolgono le testimonianze dei diretti protagonisti, coltivatori e consumatori, sostenute anche opinioni di tecnici e studiosi: queste confermano che il pianeta Terra è in grado di sostenere i suoi abitanti a patto che vi sia un cambiamento nei modelli di consumo che, partendo dagli stessi consumatori, dovrebbe trovare un nuovo equilibrio etico che favorisca le produzioni locali e di stagione a chilometro zero, basate sul riconoscimento di un prezzo equo e sostenibile. Molti dei coltivatori intervistati ammettono che nella loro scelta produttiva ha agito un bisogno interiore di riappropriarsi del rapporto con la terra, una visione dello scambio delle merci basato sulla reciproca conoscenza e un’idea stessa di lavoro che possa restituire serenità e soddisfazione a chi lo esercita.

Genuino Clandestino 2Le intenzioni degli autori del documentario non possono che ispirare solidarietà ma dal punto di vista economico sono più d’uno i punti di dubbio. In tutte le esperienze raccontate si respira una diffidenza aprioristica contro la tecnologia. Molti intervistati sostengono chiaramente che per loro si tratta di una scelta di vita ma non sempre si scorgono le fondamenta di un modello alternativo di produzione su larga scala. La richiesta di uno statuto ad hoc per le microimprese agricole non è scandalosa ma su scala sistemica l’utilizzo di protocolli scientifici, oggettivi e uguali per tutti è di per sé una delle caratteristiche di sviluppo ordinato e razionale a cui un sistema dovrebbe tendere.

Le realtà mostrate in questo documentario sono di grande interesse da un punto di vista sociale ma affinché si possano porre le basi per un rinnovamento complessivo del settore occorrerebbe passare dal volontarismo di una minoranza, alla richiesta di regole generali che tutelino la qualità di tutti i prodotti e i diritti di tutti i lavoratori.

banner_distribuzioni_dal_basso

Scritto da Pasquale D'Aiello

Lavora come regista per la RAI, collabora con diverse testate di critica cinematografica.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *