Fiumana

Regia di Julia Gromskaya

Voto della redazione

fiumana 1Quando penso alla parola “fiumana” la prima cosa che mi viene in mente è il quadro di Pelizza da Volpedo, che restituisce l’immaginario visivo di una corrente rapida di gente, oggetti e significati, qualcosa che è pronto comunque a travolgere. Portatore di simili stati d’animo, anche se di intenzioni diverse, invece questo cortometraggio d’animazione, realizzato con acrilici e tempera su carta, è debitore a Matisse e Van Gogh, quantomeno per gli echi pittorici che sembra rievocare. Un film breve in cui pittura, montaggio e musica viaggiano all’unisono.

Julia Gromskaya, animatrice ed illustratrice qui alla sua quarta prova con il mezzo cinematografico, dà forma al vortice di sensazioni, ricordi, visioni e odori che accompagnano l’attesa di un arrivo: in questo caso quello dell’amato. Un mondo di colori, il suo, che vive di turbolenze, pennellate agitate comunicano un movimento circolare e volatile per richiamare l’alternarsi di stagioni e cicli di vita.

Il pregio maggiore dell’animazione di Fiumana sta nell’essere riuscita a rendere tutto estremamente fluido: è infatti la materia solida del colore, la sua “pasta”, a restituire corpo a personaggi ed oggetti, come pure a travolgerli trasformandoli rapidamente. Così come i movimenti di macchina, abilmente utilizzati grazie all’apporto dell’Istituto Statale D’Arte di Urbino, costruiscono carrellate e zoomate che nascondono o rivelano gli oggetti. La vista dell’orizzonte da parte della protagonista all’inizio del cortometraggio diviene da subito mutevole, una linea corposa ma impalpabile, carica di rimandi e significati, di bottoni che sembrano fiocchi di neve, di tazze fumanti e di camini, di cinghiali dal pelo “erboso”, che restituiscono un lavoro fortemente poetico fatto di pensieri che si susseguono per associazioni.

fiumana 2La sostanza musicale della successione di immagini viene esaltata dalla colonna sonora al servizio del pianoforte di Francesca Badalini che immerge lo spettatore in un clima costantemente sospeso.

Visioni Italiane 2013 riserva a “Fiumana” (così come a “Una volta fuori” di Renato Chiocca) una menzione speciale con la motivazione di “averci fatto passare cinque minuti in un mondo che non conoscevamo, pieno di poesia, bellezza e sincerità”.

Scritto da Michela Resta

"Uno che faceva un censimento una volta tentò di interrogarmi: mi mangiai il suo fegato con un bel piatto di fave e un buon Chianti... "

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