Eskimo

Regia di Ilary Artemisia Rossi

Voto della redazione

“I fiori della prima volta non c’erano già più nel ‘68”

Diceva così Guccini nella sua canzone “Eskimo”, con la quale ha immortalato la tenuta classica dei giovani che si riconobbero nelle controculture di sinistra negli anni della contestazione. Se nel ’68 l’innocenza era già morta, figuriamoci nel ’77, quando si era al culmine degli anni di piombo, la strategia della tensione dello stato faceva vittime e i gruppi extraparlamentari rimasti si erano oramai imbastarditi. Eskimo sceglie di raccontare proprio questo periodo, eppure i giovani che rappresenta sembrano ancora quelli idealisti e sognatori degli anni ‘60.

Schermata 2014-05-18 alle 18.02.39Il focus è su un gruppo di ragazzi di Roma che militano in un comitato studentesco, uno di quelli “più a sinistra della sinistra”. Il gruppo organizza un’occupazione che il PCI non approva, facciamo la loro conoscenza nelle assemblee vuote e nelle riunioni informali all’inno di “Cossiga merda”. La storia è ispirata a fatti realmente accaduti. Eskimo è l’ennesimo racconto nostalgico che mostra una gioventù studentesca un po’ idealizzata. Oggigiorno la “nostalgia di sinistra” è quasi un genere di cinematografico a sé, ma forse non aveva ancora trovato incarnazione in una webserie.

A stemperare la gravità dei fatti raccontati c’è l’anima comica di Eskimo. Essa prende molte forme diverse, come ad esempio Guevara, un cagnolino intelligentissimo i cui pensieri compaiono scritti in sovrimpressione, o l’umorismo insito nella parlata romanesca dei protagonisti. La comicità e la politica rimangono relegate in comparti stagni: la primaSchermata 2014-05-21 alle 15.31.58 nelle mani dei personaggi comici – li riconosciamo subito perché sono grassocci e/o imbranati – mentre la seconda pesa tutta sulle spalle di Giggi, voce mascolina e aspetto spiccicato al Che. Tutti gli attori, protagonisti o caratteristi, sono bravi e le loro interpretazioni sono l’aspetto più notabile di Eskimo. L’altro aspetto che impreziosisce questa webserie è una storia ben strutturata al cui centro sono poste le (ormai appurate) infiltrazioni dei servizi segreti nei movimenti extraparlamentari allo scopo di esasperarne le tendenze violente. La prima stagione – non faccio spoiler – ha un arco narrativo compiuto e soddisfacente. Non è poco, infatti la Compagnia Controcorrente ha ricevuto il premio per la Miglior Storia ai Rome Web Awards di quest’anno.

Scritto da Stefano Lalla

Mi chiamo Stefano e sono nato a Pescara nel lontano '88. A Bologna mi sono laureato (due volte) e ho piantato le tende. Mi piace scrivere dei film che vedo, che siano indipendenti o no. Mi piace cercare i talenti in rete, analizzare i pregi e le debolezze dei giovani filmmaker, ragionarci su in maniera costruttiva.

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