EOS C300 e le manovre commerciali Canon

Voto della redazione

Tra tutte le videocamere lanciate nell’ultimo periodo dalle maggiori case produttrici, quella che si è fatta notare maggiormente è sicuramente la Canon C300.

Indipendenti dal Cinema, con la collaborazione di Adcom s.r.l., ha testato la nuova ammiraglia di casa Canon, al fine di formulare un parere tecnico concreto.

Vediamo ora l’esito delle valutazioni, in seguito al test condotto da Stefano Grilli e Mirco Sgarzi, direttori della fotografia da sempre abituati a lavorare con le tecnologie digitali.

I primi elementi che si notano sono la forma particolare, molto più simile ad una HDSLR che ad una telecamera; l’ergonomia della camera non è delle migliori, motivo per il quale si necessita di una serie di accessori per un utilizzo efficace a spalla o a mano. Sebbene sia vero che la camera è compatibile con i principali accessori già prodotti per le DSLR, è altresì giusto valutare che questo aspetto rappresenta comunque un costo aggiuntivo per rendere la macchina operativa al cento per cento.

In ogni caso, Canon ha inserito una possibilità interessante: la maniglia laterale, infatti, è separabile dal corpo macchina e, attraverso un cavo telescopico, può essere sistemata in una posizione più comoda per l’operatore.

La C300 soddisfa le esigenze degli utilizzatori delle HDSLR di ogni livello, dal professionista all’indipendente, permettendo l’utilizzo di ottiche non solo  EF, ma anche PL; sebbene il lato negativo sia che Canon non ha previsto un attacco per ottiche intercambiabile, ma è necessario identificare il tipo di ottiche che si andranno a montare già al momento dell’acquisto. Inutile dire quanto questo la renda “poco adattabile” al nuovo tipo di mercato che da alcuni anni si è costruito attorno all’esigenza, propria ormai di molti professionisti, di adattarsi sia a grandi che piccole produzioni, alternandosi tra l’avere grandi mezzi tecnici e il dover lavorare in configurazione leggera.

canon_c300_front_backSull’aspetto audio, la camera è stata dotata di microfoni mini-jack e XLR.
Ciò la rende configurabile sia per riprese da set, che per riprese in “guerrilla style” o documentaristiche, un aspetto che si era un po’ perso con la diffusione delle macchine fotografiche.

Tra i lati positivi, che dovrebbero portare a preferire la C300 rispetto ad una fotocamera, vi è l’efficiente focus assist con magnificatore e peaking combinabili tra loro, oltre alle uscite HD-SDI e due alloggiamenti per schede CF.

Ma l’aspetto fondamentale che ha destato molta attenzione attorno a questa camera è senz’altro la luminosità, che permette di girare in condizioni di luce molto ridotta mantenendo un rumore video accettabile anche sui neri. La gamma ISO può essere settata fino a 20.000 (corrispondente a 30 dB di guadagno) tenendo abbastanza sotto controllo il rumore grazie al dynamic range.

Il segnale video prodotto viene compresso a 50 mbps con un campionamento 4:2:2 grazie al quale si riescono a limitare artefatti tipici dell’immagine digitale (come l’effetto moirè).

Le principali limitazioni che abbiamo riscontrato sono la possibilità di girare a 50fps solamente in 720p e non in 1080p e la non totale risoluzione dei problemi di rolling shutter – ovvero un difetto tipico dei sensori CMOS la cui scansione delle immagini difetta su soggetti in movimento a velocità elevate -.

Il workflow in post-produzione, inoltre, necessita dell’installazione di un software aggiuntivo prodotto da Canon, lo stesso utilizzato dalle Canon XF300 e XF303 con l’aggiunta di plug-in per l’importazione diretta in Final Cut 7, Final Cut X e Avid Media Composer.

In conclusione, comunque, la C300 risulta essere una macchina da presa molto interessante. Anche se, a dirla tutta, Canon fa pagare piuttosto salato il suo nuovo prodotto, fissando a 13.000 euro (IVA esclusa) il prezzo del solo corpo macchina.

E proprio prendendo atto di questo, ciò che lascia sorpresi più di ogni altra cosa è la manovra di marketing attuata da Canon che, dopo aver presentato una macchina con grandi potenzialità come la C300, lancia sul mercato la nuova 5D Mark III che è sicuramente molto più abbordabile economicamente, in particolare per il mercato indipendente, ed è stata ulteriormente migliorata per lo shooting video rispetto ai modelli precedenti.

Una scelta, quella di Canon, di difficile lettura dal momento che: la C300 rischia di risultare troppo costosa per un mercato indipendente – che, appunto, preferirà rimanere nel campo delle fotocamere, con tutte le limitazioni del caso – e troppo poco performante per un mercato professionale.

Che sia solo una delle pedine messe sulla scacchiera del mercato video, al fine di mettere in scacco le concorrenti?

Articolo a cura di Mirco Sgarzi e Stefano Grilli.

Scritto da Redazione

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