Davide Davide

Regia di Stefano Cortellessa

Voto della redazione

Davide Davide è un cortometraggio di Stefano Cortellessa, prodotto dall’associazione culturale napoletana Bottega di Steli. Il film, come si evince anche dal titolo, porta in scena la rivisitazione di un eroe, il Davide che ha sconfitto Golia, e lo rappresenta sia nella veste riprodotta di una miniatura di un Donatello sia nella veste sempre riprodotta, di una sua proiezione in carne ed ossa. Due versioni, due “attanti” del medesimo personaggio, rimandati e catapultati nel mondo contemporaneo decaduto e marchiato 2.0.

davide davideIl David che vediamo vagare nel film viene abbandonato in un luogo dismesso. Più precisamente quello di Edenlandia, un parco giochi dimenticato della provincia napoletana, che offre un contributo fondamentale nel costruire lo scenario surreale, spettrale, dove si muovono i due protagonisti. Uno scenario dove si delinea il vuoto, più volte sottolineato da una voce fuoricampo, che sembra la voce della coscienza, una voce interiore che commenta la realtà surreale rappresentata, fra sogno e realtà, fra conscio ed inconscio. Del suo ci mette anche la messa in serie delle immagini a tratti compassata e in altri schizofrenica, con i salti di montaggio e i singhiozzi del sonoro che enfatizzano e caratterizzano l’atmosfera che vuole trasmettere il film.

In questo “Davide Davide” la storia non c’è, ma tutto incede per metafore, simbolismi, rimandi onirici, surreali, inconsci. Siamo di fronte ad un film che non vuole raccontare nessuna storia, ma bensì vuole essere un veicolo di riflessione sul vuoto, che ci coinvolge e ci avvolge quotidianamente e che, come sembra vogliano sottolineare gli autori (e in questo senso la voce fuori campo è esemplare): in una visione filosofica più critica della deriva dell’arte e dell’intelletto nel contemporaneo, ne rappresenta l’unica soluzione estrema. Richiamato e raccontato mediante la fusione di immagini, parole e suoni, si compie appunto su due livelli distinti e comunque comunicanti: quello macro della visione del mondo e quello micro e specifico della visione dell’arte.

davide davide 3Il vuoto trionfa in un contesto dove l’archetipo dell’eroe per eccellenza, il Davide che sconfigge Golia, il David scolpito sublimemente da Donatello, viene rappresentato in maniera distrutta, distorta, stropicciata, un eroe sgualcito, stanco, divorato da dentro, un eroe che ormai non combatte più e non si riconosce. Eroe, opera d’arte o riproduzione di essa, comunque sporco, abbandonato, misconosciuto, è un reduce e non più un eroico vincitore. Un’entità sola, senza metà, e destinata al vuoto.

Davide Davide è un cortometraggio contorto, complesso, non convenzionale, un atto di riflessione che fonde parole, immagini e suoni, un’opera che potremmo ribattezzare: “studi filosofici contemporanei sull’arte, sul contenuto e sull’intelletto”. Ha nobili pretese, sicuramente per alcuni spiazzanti, tuttavia è un corto che merita attenzione.

Scritto da Lorenzo Ceotto

Orso, buongustaio e cinefilo. Divoro cinema. Estasiato dalle immagini, rapito dalle storie.

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