CROWDFUNDING: “Nessuno può portarti un fiore”, un cortometraggio sulle donne ribelli dimenticate dalla storia

Nel caos di oggi, dove tutto corre alla velocità della luce, dove veniamo bombardati all’ennesima potenza dalla moltitudine di media e app, con stimoli più o meno informativi, siamo immersi in un consueto rumore di fondo dove siamo facilmente distratti ed è difficile fare attenzione alle cose che contano. Molte cose importanti non riusciamo a percepirle, ci sfuggono o semplicemente ci vengono nascoste e noi sempre meno ce ne accorgiamo. In un contesto iperconnesso come questo, l’informazione sembra costantemente accessibile ma la conoscenza è esaustiva e totale solo in apparenza. Ignoriamo infatti che siamo si bombardati da informazioni, perlopiù futili però, e che abbiamo l’accesso solo ad una parte di esse, perché se vi è un esubero di canali e contenuti vi è anche una grossa censura, anzi spesso l’esubero e il rumore informativo tornano molto utili per camuffare, saturarci e coprire le cose e gli accadimenti veramente rilevanti che puntualmente ci troviamo volutamente o meno ad ignorare.

Tale situazione scoraggiante, ci rende ancor più difficile la memoria, anziché trovarla è molto più facile perderla, è molto più facile dimenticare. Ci sono progetti, dunque, che a maggior ragione assumono un peso specifico enorme, importante, appunto perché immersi in un ambiente caotico e disinformato come è quello digitale contemporaneo, provano a riportare all’attenzione e alla memoria qualcosa che è stato dimenticato, qualcosa che necessita di giustizia, qualcosa che necessita di un’evidenza storica coerente e legittima. Fa parte di questa rilevanza un progetto di due giovani ragazzi italiani emigrati a Buenos Aires, avviato in queste ultime settimane, un progetto cinematografico che si fa portavoce proprio di giustizia, di memoria e di resistenza. I due giovani co-creatori sono Stefano Chiovetta e Viola Kanka e il loro cortometraggio si intitola “Nessuno può portarti un fiore”.

Il progetto tratta il tema delle donne ribelli morte per seguire i propri ideali e dimenticate dalla storia. Un’idea ispirata dal libro omonimo di Pino CacucciNessuno può portarti un fiore”. Leggendo quel libro i due co-autori del progetto si sono resi conto di quante donne coraggiose e valorose fossero state dimenticate. Hanno fatto dunque una ricerca nei testi, nella rete, nei blog e si sono resi conto che non riuscivano a trovare informazioni adeguate ed esaustive su queste donne, molto è rimasto e rimane tuttora nell’oblio. La ricerca è proseguita a lungo scavando sul passato per capire da dove venivano e che cosa fecero in realtà. Hanno deciso dunque di dare onore a queste donne scegliendo tre storie principalmente, ricordando con esse e attraverso di esse tutte le eroine dimenticate, sia quelle del passato che quelle del presente, rappresentando tutte le donne nelle stesse condizioni. Donne che hanno lottato e lottano per i loro ideali e che magari nessuno potrà ricordare in futuro. Le tre donne scelte sono Edera De Giovanni, Irma Bandiera e Tamara Bunke, le loro storie verranno legate da un fil rouge rappresentato dalla storia di un violoncellista di Sarajevo. Si narra che durante la guerra in Bosnia, a Sarajevo, in seguito alla terribile “strage del pane” una carneficina che provocò 22 vittime fra cui donne e bambini nei pressi di una panetteria, un uomo scese dalla sua casa col suo violoncello e iniziò un concerto nel silenzio della città in rovina che durò ventidue notti e ventidue giorni imperterrito e nonostante il ripetuto sopraggiungere del fuoco dei mitragliatori.

Edera Francesca De Giovanni è stata la prima donna fucilata durante la resistenza italiana, nella notte tra il 31 marzo e il 1 aprile del 1944, dietro le mura della Certosa di Bologna, poco prima di essere uccisa come di consueto nelle fucilazioni era di spalle, si volto e guardo negli occhi i suoi assassini, questi dinnanzi alla sua bellezza e al suo potente sguardo esitarono a dare l’ordine, Edera allora con grande voce disse: “Vedo che tremate, anche una donna vi fa paura”.

Altra protagonista è Irma Bandiera, icona della resistenza, fu rapita e torturata per sette giorni, l’ultimo giorno i suoi aguzzini non sopportando più il suo sguardo le strapparono gli occhi dalle orbite, la fucilarono e la gettarono davanti alla porta dei suoi genitori. Irma non parlò mai dei segreti che teneva con sé che potevano far cadere la resistenza, subì le ingiurie, le barbarie più disumane e si sacrificò per il suo ideale.

Infine c’è la storia di Tamara Bunke, un’argentina tedesca che divenne spia del Che Guevara in Bolivia. Non solo è stata uccisa, dopo la morte la sua memoria venne infangata, vene accusata di tradimento, di essere una spia dalla Germania. Solo recentemente grazie anche alle pressioni della famiglia è stata scoperta la sua vera storia, ovvero che non era una spia ma bensì una fedele compagna.

Il progetto ha ottenuto il supporto dell’Università del Cinema di Buenos Aires che ha scelto il progetto fra diversi cortometraggi presentati, il polo accademico sostiene i due giovani autori italiani prestando parte dell’equipaggiamento volto alla produzione del cortometraggio. Le attrezzature fornite dall’Università di Buenos Aires sono però solo una parte delle risorse necessarie alla realizzazione del corto, perciò Stefano e Viola stanno cercando un ulteriore sostegno per sovvenzionare ciò che manca per completare la produzione. Ecco che è stata avviata una raccolta fondi attraverso il web mediante la piattaforma di crowdfunding Indiegogo. Questa raccolta fondi avviene online e permette a ciascuno di offrire la cifra che vuole a sostegno al progetto, anche un dollaro, questa raccolta sarà totalmente dedicata alla realizzazione del cortometraggio. I fondi serviranno a pagare il salario di attori e tecnici, le location da ricostruire, arredare, per le attrezzature di fotografia, suono, costumi, trucco e trasporti, Buenos Aires si sa è una città enorme. Infine ci saranno circa trenta persone ogni giorno sul set, queste dovranno ristorarsi, sarà necessario sostenere anche determinate spese. I due autori hanno deciso di girare in pellicola, perché sentivano che il corto, la storia, lo richiedeva.

Per la donazione consultate la pagina dedicata alla campagna su Indiegogo. Potete seguire il progetto e l’iniziativa nel suo avanzamento anche tramite le pagine dei social network dedicate al progetto. La cifra obiettivo da raggiungere è di 3000 dollari, anche se non verrà raggiunta il film si farà lo stesso e l’ammontare raggiunto verrà comunque devoluto al progetto. Con ogni donazione contribuirete alla produzione del progetto, sarete menzionati nei credits e potrete ottenere anche dei particolari gadget e contenuti esclusivi come foto, poster, anteprime, diari di produzioni, backstage, soundtrack e molto altro.

Un progetto che ambisce a raggiungere il circuito dei festival indipendenti, con l’intento di dare voce a queste donne e ottenere una risonanza mediatica facendo si che le loro vite, le loro imprese ed i loro sacrifici riescano ad avere una testimonianza, una voce, un’evidenza e soprattutto la dovuta memoria.

Pagina Crowdfunding https://www.indiegogo.com/projects/nessuno-puo-portarti-un-fiore-short-film#/story

Pagina Fb https://www.facebook.com/nessunocorto?fref=ts
Pagina Instagram https://instagram.com/nessuno_corto/
Pagina Twitter https://twitter.com/NessunoCorto

 

Scritto da Lorenzo Ceotto

Orso, buongustaio e cinefilo. Divoro cinema. Estasiato dalle immagini, rapito dalle storie.

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