Com’è profondo il mare

Regia di Emanuele Antonio Minerva

Voto della redazione

Come è profondo il mare, collocato tra i vincitori di CinemAvvenire 2013, è un cortometraggio di 30 minuti scritto e diretto da Emanuele Antonio Minerva. Mescolando in modo del tutto sperimentale tecniche teatrali e cinematografiche, incuriosisce e affascina principalmente per le scenografie realizzate interamente a mano con rotoli di carta igienica, fogli di giornale e materiale riciclato.

Rinchiusi in un artefatto sottomarino, tre ragazzi e tre ragazze tra cui un istrionico ammiraglio ed una fantomatica regina, “giocano” a navigare le acque del mare ostentando una recitazione costruita e allo stesso tempo imprevedibile, pronta a farsi manifesto delle gravi difficoltà lavorative e di precarietà del nostro tempo.

Nonostante il cast sia composto da attori dalla consolidata esperienza teatrale, i costi di produzione e di realizzazione di questa pellicola sono pari a zero, grazie agli sforzi e agli strumenti di fortuna (e non) di ogni singolo componente che vi ha partecipato. Da sottolineare, inoltre, è la collaborazione col gruppo elettronico-sperimentale Phinx che ha curato gli effetti sonori e le musiche.

Come è profondo il mare fotografa schietto un momento della storia italiana, aiutando lo spettatore a riflettere spontaneamente sulla dimensione psicologica dei personaggi, i quali, come campioni scelti e studiati in laboratorio, rispondono con una spaccato della società e della sua stessa instabile condizione morale.

Scritto da Fabrizio Aspromonte

Il cinema racchiude in sé molte altre arti; così come ha caratteristiche proprie della letteratura, ugualmente ha connotati propri del teatro, un aspetto filosofico e attributi improntati alla pittura, alla scultura, alla musica. (A. Kurosawa)

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *