Bathrooms

Regia di Lorenzo Bechi

Voto della redazione

bathrooms1Lorenzo Bechi lo conosciamo già. Lo avevamo notato per la costanza, l’entusiasmo e il carico di idee, e per la sua capacità di non far sentire né pesare le mancanze finanziare che affliggono ogni regista indipendente.

Nel marzo 2013, in questa intervista ci aveva accennato ad un suo progetto futuro, Bathrooms – una tragedia ai nostri giorni, che non solo è ormai creatura viva e palpitante, ma ha anche trovato una casa di distribuzione, la Pantera film di Mark Holdom.

Evidentemente c’è qualcosa di speciale in questa storia.

bath5Bathrooms è un film in bianco e nero che abbraccia un arco di tempo molto breve: 24 ore, dall’alba del sabato mattina all’alba della domenica mattina. È una storia di otto ragazzi tra i 25 e i 30 anni, più o meno amici tra di loro. È una storia raccontata solo e soltanto attraverso ciò che accade in bagno.

L’idea non è solo una bella e furba trovata, ma sembra invece essere un modo di dipingere questi otto personaggi – nella vita sociale sempre mascherati – nel luogo dove, invece, possono essere se stessi, il luogo dove più si è soli o dove si portano esclusivamente i veri confidenti: un tentativo di strappare le maschere senza troppo compiacersi di questo gesto eroico, una scelta che va verso la verità, senza riempirsene la bocca. L’intero film sembra un progressivo crollare di teatrini: con l’incalzare della storia i costumi si stracciano, i personaggi si svelano, le convenzioni si spaccano, le relazioni di una vita si scoprono rette da abitudini e bugie.

bath3Il bagno diventa il luogo dove la finzione esplode, e lascia spazio a qualcosa che somiglia alla tristezza, alla pena, alla compassione, all’amore, alla vergogna, alla giovinezza che se ne va e che si tenta di tenere sempre stretta. Il film colpisce, diverte e sorprende, e poi lascia nell’aria una tristezza senza voler far piangere, un carico di riflessioni senza voler far riflettere. Il regista riesce nell’intento che forse ogni artista dovrebbe raggiungere: sparire. Nascondere Lorenzo Bechi altrove e far parlare i suoi personaggi, la storia, le cose. Da qui, la leggerezza con cui Bechi dipinge la vita, anzi, con cui lascia la vita dipingersi da sé: dai dialoghi tra amiche, ai pensieri sconnessi, alle relazioni di coppia, agli amori inventati.

Tutto lascia intravedere una scrittura brillante, opera non solo del regista ma anche di Matteo Salimbeni, valorizzata al meglio dall’ottima interpretazione di tutti gli attori – professionisti e non – che ci sembrano amici, persone conosciute, e che forse ci somigliano troppo. Joe Corsello, Rick Petrone e Rataxes azzeccano pure la musica. bath6Resta un film dalla profondità non conclamata, non urlata, non autocompiaciuta: una profondità leggera, un gioco serio che solo chi ha talento sa creare e portare avanti fino alla fine.

Il 17 e il 18 dicembre al teatro Manhattan di Roma il gioco serio di Lorenzo Bechi si fa ancora più serio e avrà, per la prima volta, dei veri spettatori. Ci auguriamo siano davvero tanti.

Scritto da Valentina Maini

Su IDC ci sono capitata un po' per caso e ci sono rimasta. Scrivere di film indipendenti è un modo per conoscere mondi sepolti, dove scorre un po' di tutto. Qualche volta anche il talento.

2 Comments

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